La manifestazione
Labrador, pastori e meticci Ecco i cani sequestrati a Ribolla
Al proprietario della baracca lasciati tre animali. Solo 12 cuccioli sono adottabili Per gli altri bisognerà aspettare: i veterinari hanno rilevato carenze di cura
Ci sono labrador e pastori corsi, un pastore del Caucaso e una decina di meticci tra i 33 cani sequestrati martedì da a Asl, carabinieri forestali e polizia municipale di Roccastrada. Ventitré sono adulti, dieci cuccioli, alcuni molto belli nonostante il degrado in cui venivano tenuti.
Un’operazione, quella sul canile abusivo di Ribolla, che ha impegnato una decina di uomini per diverse ore.
Nel canile in località Sassicaia sono state trovate anche due femmine gravide, che di qui a poco partoriranno altri cuccioli. Insomma, una situazione ingestibile.
Nei verbali si legge che l’uomo, anch’egli in difficoltà, nonostante le prescrizioni imposte nei mesi scorsi dall’Asl, non avrebbe ottemperato ad alcun tipo di profilassi veterinaria, diretta o indiretta. Vigili urbani, carabinieri e veterinari hanno rilevato carenze di cura, in generale, per quanto concerne la salute degli animali.
Infine le baracche, i box dove i cani venivano custoditi non hanno i requisiti di norma, c’è materiale riciclato, sporcizia ovunque. Senza contare che il luogo, dall’estate scorsa, è privo di acqua, dal momento che Acquedotto del Fiora aveva interrotto il servizio per morosità.
Dodici cuccioli, di recente, erano già stati tolti all’uomo e presi in carico dal Comune. Adesso si trovano nel canile Dog Farm di Matteo Galdi, sempre a Ribolla. Sono, questi sì, adottabili fin da adesso.
Da mesi cittadini e associazioni avevano preso a cuore il recinto dove, a un certo punto, l’uomo era arrivato a custodire ben 48 cani. Un film già visto. Perché una situazione simile si era già verificata in passato a Campagnatico, con identico sforzo da parte di Comune e autorità per impedire la prosecuzione di questa attività.
Al gestore del canile, che insiste su un’area privata, sono stati lasciati solo tre animali su 36. Risparmiata da sigilli e nastri solo la baracca usata come dimora. Ora sarà la Procura a decidere sul sequestro.
Dal Tribunale di Grosseto si attende una decisione già nei primi giorni della prossima settimana, in forza di quanto scritto da Asl e riscontrato dai carabinieri Forestali, cioè condizioni igieniche precarie in un’area palesemente non idonea per motivazioni sanitarie.
Esattamente un mese fa l’uomo era venuto in redazione per difendersi, dopo diversi articoli usciti sul Tirreno, in cui amministratori e animalisti denunciavano il degrado del suo rifugio Aveva negato di tenere male gli animali, aveva rassicurato sul fatto che i cani fossero ben nutriti e abbeverati. Entro un mese avrebbe dovuto ripristinare l’allaccio dell’acqua.
«Non ho bisogno dell’aiuto dei servizi sociali – aveva detto –. Per mangiare vado alla Caritas di Siena, ma lo faccio solo per risparmiare soldi con cui poi comprare cibo ai cani». Parole che avevano emozionato e spinto le istituzioni a intervenire. —
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