Il dolore
Sequestrato il canile abusivo di Ribolla
Asl e carabinieri forestali hanno messo i sigilli a box e cucce del rifugio gestito da un uomo dove vivevano oltre 30 animali
RIBOLLA. Dopo le polemiche e le denunce è stato sequestrato – senza ulteriore clamore mediatico – nella campagna vicino a Ribolla il canile abusivo che da mesi è entrato nel mirino dell’Asl, della polizia municipale del Comune di Roccastrada e degli animalisti.
Due giorni fa i veterinari del servizio prevenzione dell’azienda sanitaria e i carabinieri forestali hanno apposto i sigilli ai box e alle cucce, in località Sassicaia.
Da mesi cittadini e associazioni avevano preso a cuore il recinto dove un uomo di 56 anni, in evidente difficoltà, teneva 48 cani. Dodici cuccioli, di recente, gli erano già stati tolti ed erano stati presi in carico dal Comune.
Area interdetta all’accesso e 33 cani su 36 sequestrati all’uomo che li custodiva.
Dal Tribunale di Grosseto si attende, nelle prossime ore, la conferma del sequestro.
La situazione di difficoltà del canile era stata registrata all’inizio dell’estate ma il caso Ribolla è deflagrato nel luglio scorso. Già allora alcuni esemplari, malati, furono spostati al canile Dog Farm; per quelli microchippati è stata acclarata la proprietà.
Una quindicina risultò appartenere a una signora di cui si conosce nome e cognome e che adesso vive nell’hinterland fiorentino.
Il problema del canile abusivo era entrato da tempo nell’agenda del sindaco di Roccastrada e tra le priorità del servizio veterinario dell’Asl, ma soprattutto nelle azioni quotidiane dell’associazione animalista locale Avrai, che da mesi si impegnava, con i propri volontari, per aiutare l’uomo che aveva creato questa situazione così complessa: oltre 40 cani – labrador e meticci – custoditi in un luogo senza acqua, in condizioni igieniche molto precarie.
Dal canto suo l’uomo di recente aveva respinto le contestazioni, dicendo di provvedere regolarmente a dar da mangiare e da bere ai cani. —
G.B.
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