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Grosseto

marina di grosseto 

Rapina alle Poste col passamontagna Assolto anche il secondo imputato

P.S.

Era sospettato di essere l’autore del colpo del febbraio 2014 quando due uomini portarono via 1.900 euro dopo aver minacciato i dipendenti

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GROSSETO. Era sospettato di essere l’uomo che, il 26 febbraio 2014, era entrato nell’ufficio postale con il volto coperto da un passamontagna, per rapinare 1.900 euro. È stato assolto, anche per il porto in luogo pubblico della pistola con la quale era stato messo a segno il colpo. Andrea Grasso, 65 anni, di Firenze, è stato assolto per non aver commesso il fatto dal collegio del Tribunale di Grosseto (Adolfo Di Zenzo presidente, Giovanni Puliatti, Gian Marco De Vincenzi), che si è riservato 35 giorni per il deposito della sentenza.

Il collegio ha accolto la richiesta del pm Maria Navarro che al termine del dibattimento si era detta convinta dell’impossibilità di dimostrare la responsabilità dell’imputato. Questi, assistito dall’avvocato Adriano Capaccioli di Firenze, si era fatto brevemente interrogare nell’ultima udienza. I giudici hanno disposto la restituzione della pistola giocattolo e del cappellino sequestrati all’epoca a Grasso. Tutto il resto dovrà invece essere confiscato e distrutto.

Non ci sono quindi al momento responsabili per quella rapina, perché all’udienza preliminare, tre anni fa, il giudice aveva pronunciato un “non doversi procedere” nei confronti del presunto complice di Grasso, un grossetano all’epoca 67enne, per il quale non erano stati evidenziati elementi sufficienti per sostenere un giudizio, a differneza di quanto avvenuto per Grasso.

Erano stati gli accertamenti del Ris dei carabinieri a mettere la Procura sulla strada anche di Grasso. Erano stati compiuti anche perquisizioni e sequestri. Il colpo era avvenuto quando erano passate da poco le 13. «Datemi i soldi o vi ammazzo». E mentre pronunciava questa frase, il rapinatore dal volto coperto con un passamontagna teneva in mano una pistola.

Non c’era voluto molto per capire che si trattava di una rapina, perché il primo gesto che l’uomo mascherato aveva fatto fu quello di puntare la pistola al viso della prima impiegata che aveva trovato. Ma qualcuno dei dipendenti aveva avuto il sangue freddo per riuscire a premere il pulsante dell’allarme come anche di nascondere nei pantaloni una grossa somma in contanti, per sottrarla alla vista del rapinatore. Il quale era poi scappato, facendo perdere le proprie tracce. I carabinieri avevano preso in esame le testimonianze e anche le immagini del sistema di videosorveglianza. —

P.S.



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