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Pini, il caso in Procura e alla Corte dei conti Comune dall’avvocato

Francesca Ferri

Dopo la diffida di Grosseto al centro sugli abbattimenti  l’ente deve dimostrare di non aver commesso irregolarità

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grosseto. Dalle manifestazioni e dalle cronache locali, la questione degli abbattimenti di pini in viale Mascagni e viale Caravaggio a Grosseto finisce davanti alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica. E l’amministrazione comunale, guidata da Antonfrancesco Vivarelli Colonna, si prepara ad affrontare il procedimento istruttorio ingaggiando un avvocato per dimostrare di non aver commesso le irregolarità contestante da Grosseto al Centro.

La difesa dei filari alberati da parte dell’associazione guidata da Matteo Della Negra guadagna un importante risultato: l’operato del Comune sarà valutato dalla magistratura. Tutto è partito dalla diffida formale a non dare corso ai lavori, già appaltati, di rifacimento dei due viali – viale Mascagni, dove il Comune vuole abbattere 52 pini, e viale Caravaggio, dove ha già tagliato i 17 previsti –, inviata il 29 settembre da Della Negra all’architetto Mauro Pollazzi (progettista, direttore dei lavori e Rup dei lavori di rifacimento dei due viali), al geometra Mauro Innocenti (appaltatore dei lavori di rifacimento di viale Caravaggio), al sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e all’assessore ai lavori pubblici Riccardo Megale.

Grosseto al centro contesta diversi punti. Innanzitutto il motivo addotto dal Comune per tagliare è che la strada è rovinata dalle radici, ma – dice Grosseto al Centro – «non esiste traccia di pareri della polizia municipale». Il Comune adduce motivi di sicurezza, ma i pini (69 in tutto tra già abbattuti e da abbattere) sono sani e giovani e non c’è alcun rischio crollo. Contestato anche il fatto che «il taglio del filare di alberi adulti è stato indicato come unica possibile soluzione, come se non vi fossero alternative degne di essere, quantomeno, prese in considerazione». Su questo si innesta una questione metodologica. Grosseto al centro ha rilevato che l’unico decisore tecnico risulta essere l’architetto Pollazzi, «che è l’estensore della relazione tecnica preventiva, il responsabile unico del procedimento, il progettista, il verificatore, il validatore, il direttore dei lavori». Insomma ci sarebbe una sovrapposizione tra controllore e controllato vietata dal Codice degli appalti.

Perciò Grosseto al centro ha chiesto a Procura e Corte dei Conti di verificare la sussistenza di possibili reati penali e danno erariale (l’associazione stima in oltre 200mila euro il valore patrimoniale dei 69 pini), individuando nei soggetti sopracitati coloro a cui eventualmente imputare la responsabilità. Per dimostrare la correttezza del proprio operato, il Comune dovrà preparare una relazione preventiva da inviare alla Corte dei Conti e alla Procura. Il 14 ottobre con determina 2124 il dirigente dei lavori pubblici Raffaele Gualdani ha incaricato l’avvocato Carlo Valle dello studio legale associato “Giorgi e associati” di Grosseto di redigere la relazione che dovrà dimostrare l’assenza di irregolarità da parte del Comune.

Il corrispettivo per la consulenza è di 2.918,24 euro compresa Iva. —

Francesca Ferri

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