Il Tirreno

Grosseto

Orbetello  

Per colpa di un disguido è un’odissea il ritiro della raccomandata

I. A.

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ORBETELLO. «Potrà ritirare la sua raccomandata all’ufficio postale di Orbetello Scalo dal 2 novembre». C’era scritto così sul cedolino lasciato nella cassetta della posta il 6 novembre (quattro giorni dopo il giorno in cui la raccomandata era disponibile). Il destinatario va all’ufficio postale indicato ma la raccomandata non c’è: era a Capalbio Scalo.

«Il 6 novembre – spiega – ho trovato l’avviso nella cassetta delle lettere. Di solito il giorno successivo le raccomandate non sono disponibili ma sull’avviso c’era scritto che sarei potuto andare a ritirarla dal 2 novembre all’ufficio postale dello Scalo. Lì però non c’era». La raccomandata era stata mandata a Capalbio Scalo.

«Mi chiedo – dice – se la stessa cosa fosse capitata a una persona anziana che magari non ha nessuno che la accompagni in giro per gli uffici postali. Io sono andato a Capalbio Scalo ma ho dovuto sottrarre tempo al mio lavoro».

Poste Italiane ammette il disguido e si scusa con il diretto interessato. «Poste Italiane precisa di aver agito secondo la procedura di notifica degli atti giudiziari che è regolata dalla legge 890/82 e successive modifiche. In particolare – aggiunge Poste Italiane – la comunicazione dell’avviso di deposito è stata emessa lo stesso giorno ed è stata regolarmente recapitata in data il 6 novembre con immissione in cassetta. Purtroppo, per un disguido avvenuto nella fase di lavorazione – dettaglia ancora Poste Italiane – l’invio è stato inoltrato in un ufficio postale diverso da quello indicato sull’avviso. L’azienda, scusandosi con il lettore per il disagio causato, precisa comunque che l’atto è stato regolarmente ritirato». –

I. A.

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