Il Tirreno

Grosseto

al processo per un investimento mortale 

«Nessuna traccia di urto su quell’auto»

Pierluigi Sposato
«Nessuna traccia di urto su quell’auto»

2 MINUTI DI LETTURA





marina di grosseto. Ma cosa è accaduto realmente la sera del 27 luglio 2017 in via IV Novembre a Marina di Grosseto? C’è stato un investimento, poi rivelatosi mortale, oppure l’auto non ha toccato il pedone?

È quello che sta cercando di accertare il processo in corso davanti al giudice Giovanni Puliatti in cui è imputato un 83enne di Poggibonsi, Renzo Targi: omicidio colposo l’accusa, perché l’auto sui cui viaggiava, una Bmw X1, avrebbe urtato all’altezza dell’attraversamento pedonale Nicola Malatesta, 75 anni, di Potenza. L’incidente era avvenuto poco prima delle 19. Il pedone era caduto a terra, aveva battuto la testa, era stato ricoverato al policlinico delle Scotte di Siena, era morto due giorni dopo.

Ieri mattina sono stati chiamati a testimoniare gli agenti e ufficiali della polizia municipale che erano intervenuti per l’episodio, sia quelli che avevano effettuato i rilievi, sia quelli che avevano poi condotto le ulteriori indagini. «Non c’erano tracce di urto sul veicolo», ha detto l’ufficiale di polizia giudiziaria, spiegando che agli atti c’è una foto con i segni rimasti sul pneumatico di una possibile frenata, lasciati impressi dal sistema Abs. Alle domande dell’avvocato Filippo Cei, difensore di Targi insieme al collega Fabio Azzaroli, l’ufficiale ha spiegato anche che l’alcoltest era stato effettuato e che era risultato negativo. E che non risultava l’uso del telefonino da parte del conducente.

La collega che era di pattuglia e che era intervenuta per i rilievi (il primissimo intervento era stato effettuato dalla sezione di Marina di Grosseto) ha riferito che al suo arrivo il paziente era già sull’ambulanza e che non erano stati trovati testimoni oculari diretti di quanto era avvenuto. Anche lei ha confermato: «C’era del sangue per terra, il paziente era caduto per terra, sul veicolo non c’erano tracce di un urto». L’agente ha aggiunto che non c’erano tracce di frenata e che i segni lasciati sul pneumatico dal sistema Abs, essendo di lieve entità, facevano dedurre che la velocità della Bmw fosse ridotta.

La prossima udienza, a marzo, sarà dedicata al confronto tra i consulenti di parte (la famiglia Malatesta è parte civile con gli avvocati Francesco Del Ciondolo e Alessandro Peccetti), sia quelli medico legali sia quelli ingegneristici sulla dinamica. —

Pierluigi Sposato

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini