Il Tirreno

Grosseto

L’Albero del Dono o BarattAlbero ispirato dal romanzo La vita agra

elena guerrini* ; * Attrice, scrittrice, direttrice artistica; Ass. cult. Creature Creative
L’Albero del Dono o BarattAlbero ispirato dal romanzo La vita agra

Anche l’attrice e scrittrice Elena Guerrini ha ideato una struttura da realizzare al Cassero  

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il contributo

elena guerrini*

Mio nonno mi raccontava che nei paesi della Maremma durante le feste, le sagre e le fiere veniva issato nella piazza del paese l’Albero della Cuccagna. Gli uomini si arrampicavano su questo palo altissimo su cui era issata una ruota della bicicletta con attaccati sopra salumi e formaggi e prosciutti. I paesani più giovani e forti si arrampicavano fino alla cima, e chi arrivava lassù si appropriava, tra applausi e risate dei paesani, del dono mangereccio.

Un giorno di ottobre mentre facevo il cambio di stagione dal mio armadio, vidi sulla sedia un “albero della cuccagna” formato da molti abiti in buono stato che non avrei indossato di nuovo la stagione successiva, allora ho pensato di regalarli a chi ne aveva bisogno. Ma come fare? Ho pensato a un albero di doni. Chi passa può prendere ciò di cui ha bisogno e può lasciare ciò di cui non ha bisogno. Come un Book Crossing di doni. Mi sono ritrovata a accumulare cose negli anni, e ho pensato e costruito in piccolo, un albero di scatole, da riempire di doni.

L’albero del dono è creato con cassette da frutta in legno di circa 50 cm x 50 cm, oppure con le cassette di plastica rosse e verdi da vendemmia, per riciclarle ottimamente o create ad hoc con legno e pancali. Ed è decorato con il materiale dorato degli emergency blanchet, con un pensiero ai migranti. Questo albero sarà alto 12 piani, come i mesi dell’anno, alla base ci saranno 12 cassette e sulla punta una. Si può legarle tra loro con fil di ferro e/o fissate sul muro con viti a formare un grande triangolo o forma di abete. Si possono mettere intorno alle cassette decorazioni e lucine o led a energia solare.

L’albero può contenere ai lati delle cassette disegni e frasi dei bambini sul tema del dono, o filastrocche di Gianni Rodari (nel 2020 ricorre il centenario della sua nascita) che amava e frequentava la Maremma. Ogni cassetta ospiterà un dono, e chi passa è invitato a portare o a prendere: per questo ci vorrebbe una campagna pubblicitaria ad hoc su social media e quotidiani e la pagina Facebook dell’albero del dono di Grosseto.

Si può donare qualsiasi cosa: libri, abbigliamento, piccoli elettrodomestici, abiti, cappotti, scarpe, caschi da moto, anche generi alimentari, pasta o riso, vino o olio, e sarebbe bello che anche i produttori locali donassero alcuni prodotti del territorio.

Alla base dell’albero metterei la frase di Luciano Bianciardi tratta da “La vita agra”: “Eliminati carta e metallo non sarà più possibile la moneta e con essa l’economia di mercato, per fare posto a un’economia di tipo nuovo, non del baratto ma del donativo. Ciascuno sarà ben lieto di donare al suo prossimo tutto quello che ha e cioè –considerando le cose dal punto di vista degli economisti d’oggi – quasi niente, ma ricchissimo sarà il dono quotidiano di tutti a tutti, nella valutazione nostra, nuova”.

L’albero del dono è etico e ecologico, donativo. Sarà alto 12 piani, con una base di 12 cassette. E potrebbe essere riprodotto anche in altri luoghi.

* Attrice, scrittrice,

direttrice artistica

Ass. cult. Creature Creative



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