Il Tirreno

Grosseto

L’iniziativa per il natale  

«Il mio abete prima si accascia poi, come per magia, si rialza»

Lina Senserini
«Il mio abete prima si accascia poi, come per magia, si rialza»

Stefano Corti partecipa con una proposta al concorso di idee lanciato da Del Gizzo Il progetto gli è venuto alla mente dal ricordo degli animaletti a molla dell’infanzia

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Sono otto i progetti inviati al Tirreno per il concorso di idee “L’Albero di Natale Ecologico e Popolare”, lanciato da Guido Del Gizzo che con Archetipi srl si è aggiudicato la gestione del Cassero Senese per i prossimi cinque anni. L’idea di fondo che ruota intorno a questo certamen di proposte è un albero pensato dai grossetani, invitati su queste pagine a mandare i loro elaborati, tra i quali verrà scelto quello “vincente”, che poi verrà realizzato (a cura di Archetipi), e che sarà allestito dai bambini delle scuole di Grosseto. E installato dall’8 dicembre al Cassero. Proprio in questi giorni sono arrivate in redazione la settima e l’ottava proposta: sono quelle dell’attrice, scrittrice, docente e direttrice artistica Elena Guerrini (leggi servizio sotto) e di Stefano Corti, eclettico artista grossetano che proprio nei giorni scorsi si è reso protagonista, con la compagna Marcella Materazzi, di una mostra di arte contemporanea “in casa”, visitata da un centinaio di persone.

l’ecomessaggio

Il suo “controalbero”, come lo ha definito, è rivolto in particolare ai bambini e in seconda battuta a tutti i grossetani, che immagina coinvolti direttamente nella realizzazione dell’opera, fatta con oggetti di recupero in plastica che le famiglie stesse dovrebbero raccogliere. È un messaggio chiaro per la tutela dell’ambiente, a partire proprio dalla salvaguardia delle piante che vengono tagliate per farne alberi di Natale.

l’infanzia

Il progetto dettagliato, invece, nasce dalla memoria dell’infanzia, da quei giocattoli in legno, ormai introvabili, che raffiguravano animali appoggiati su una base cilindrica, con dentro una molla: alla sollecitazione del dito la molla lasciava accasciare l’animaletto che, come per magia, tornava nella posizione originale allentando la pressione. Così, anche l’albero immaginato e progettato da Corti è sdraiato a terra, come se dormisse. «È costituito da una base circolare – spiega – come quella dei giocattolini in legno, con il tronco diviso in sezioni cilindriche e all’interno le corde che rappresentano gli elastici nel momento in cui non sono in trazione. La base è costituita da una struttura portante in metallo e rete, ricoperta di manto erboso fresco, mentre fusto e i rami sono fatti con la plastica di recupero, tagliata, incollata e assemblata». Il massimo per Corti sarebbe che anche questo albero, come gli animaletti in legno, potesse essere rialzato, ma questo è assai più difficile da realizzare, dice, «si lascia all’immaginazione».

il “senso” che emerge

Nel gesto del bambino che rilascia la molla e rimette in piedi l’animaletto, sta la metafora del progetto di Corti. «Noi tagliamo indiscriminatamente alberi, distruggiamo la natura, ma se riuscissimo a tornare bambini per un attimo, avere la loro infinita immaginazione, la loro sconfinata fantasia, potremmo far rialzare miracolosamente quello che con la stessa facilità abbiamo abbattuto? Un animaletto fantastico che si accascia, si addormenta o muore e in un attimo, poi si sveglia, si rialza, riprende vita. Questo è il senso del “controalbero”. Per un albero che cade, uno che si rialza. E da qui la mia proposta», conclude.

le altre candidature

Gli altri sei progetti che hanno preceduto quelli di Corti e Guerrini, arrivano: dalla neurobiolog Silvia Landi che ha candidato il suo albero “Plastic Free”, seguita dall’artista e fumettista Dominga Tammone che ha proposto un originalissimo Vaso di Pandora. Cecilia Mangiavacchi, radiologa, ha pensato a un albero di compensato sul quale i bambini devono lasciare le impronte delle mani, immerse nei loro colori preferiti. Fioralba Simi, artista Grossetana che da anni lavora nelle scuole della città, ha proposto un tronco di albero fatto con tubi Innocenti, materiali plastificati e lamiere per accogliere gli addobbi realizzati dai bambini. Oscar Corsetti ha immaginato di adottare e illuminare un albero bruciato. Isabella Schicchi ha inviato la proposta di un albero fatto di corpi intrecciati (utilizzando vecchi manichini), le mani a formare la chioma e un lungo puntale sormontato da mani rivolte verso l’alto che sorreggono “acchiappasogni” pendenti. –



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