Lutto
Crollo pastorizia L’allarme di Cia «Capi dimezzati»
grosseto. Un milione di capi di ovini in Toscana di cui 500mila in provincia di Grosseto nel 1999. Oggi la Toscana conta circa 440mila capi e nel Grossetano si arriva a 180mila capi. Un crollo verticale del 56% a livello regionale.
All’assemblea regionale dei pastori organizzata ieri mattina a Grosseto da Cia Agricoltori Italiana e Cia Grosseto con gli allevatori e l’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi, il quadro dell’allevamento è stato disegnato a tinte fosche. Erano presenti allevatori di tutta la Toscana (Grosseto, Siena e Pisa in particolare), regione che rappresenta il 6% della pastorizia nazionale. Molti gli argomenti sul tavolo: riduzione e forte volatilità del prezzo del latte alla stalla, scarsa propensione a ragionare in ottica di comparto, e poi gli oneri di produzione.
Le azioni da intraprendere – secondo Cia Toscana – dovranno affrontare le singole criticità e l’Associazione allevatori dovrà tornare a svolgere con efficienza il proprio ruolo principale rispetto alla tutela della qualità ed alla ricerca.
«Far crescere il reddito derivante dall’allevamento – ha sottolineato Luca Brunelli, presidente Cia Agricoltori Italiani Toscana – e praticare una strategia per lo sviluppo del settore con la valorizzazione del prodotto, specie Dop e Igp».
Di crisi strutturale del settore ha parlato il presidente di Cia Agricoltori Italiani di Grosseto Claudio Capecchi il quale ha ribadito «la difficoltà nel far conoscere i prodotti sui mercati internazionali: servono ricerca e innovazione e fare investimenti in questa direzione», ha detto, mettendo anche in bilancio negativo «l’emergenza dei predatori perché se non riusciamo a risolvere questo problema annoso, rischiamo di vanificare qualunque tipo di strategia che possiamo mettere in atto».
Concetti ripresi anche da Mauro Di Zio, vicepresidente Cia Agricoltori Italiani che ha battuto l’accento sulla necessità di innovazione.
L’assessore Remaschi, richiamando gli allevatori ad essere uniti, ha evidenziato la gravità della situazione del settore. «Dobbiamo mettere in campo nuove proposte – ha detto – non ci possiamo permettere di essere assenti».
La Cia ha presentato, poi, le sue proposte, fra cui rivedere il piano di gestione del lupo per il contenimento del numero dei capi, riconoscere i giusti indennizzi sia per il danno che per lo smaltimento delle carcasse e molto altro. — F.B.
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