Il Tirreno

Grosseto

GROSSETO 

AdF punta alla sostenibilità con 403 milioni in undici anni

Enrico Pizzi
AdF punta alla sostenibilità con 403 milioni in undici anni

Il gestore idrico vuole un protocollo sull’economia circolare e per informare sulle proprie gare in modo che il megainvestimento ricada sulle aziende locali

2 MINUTI DI LETTURA







Sostenibilità, ambientale, ma anche sociale. Il Granaio Lorenese dell’azienda regionale di Alberese è stato teatro, ieri, di un appuntamento in cui Acquedotto del Fiora, il gestore del servizio idrico integrato per le province di Grosseto e Siena, ha affrontato il tema della sostenibilità, con uno sguardo particolarmente attento sulla mole di investimenti – circa 403 milioni di euro – che saranno realizzati nei prossimi undici anni.

“L’acqua ha nuove forme... della sostenibilità”, questo il titolo del convegno che il presidente di AdF, Roberto Renai, ha aperto lanciando un nuovo progetto con cui AdF si propone di accompagnare la crescita dell’imprenditoria locale. «Oggi – ha detto Renai – proponiamo un salto di qualità, oltre la sostenibilità ambientale che facciamo da sempre, per provare a costruire un percorso sulla sostenibilità sociale, un protocollo sull’economia circolare, un tentativo unico in Italia, ambizioso, ma all’altezza del luogo che ci ospita, che era di grande di innovazione, quando fu costruito. Oggi proviamo a fare un’azione di innovazione».

Nel concreto «significa – aggiunge il presidente di AdF – costruire, con la regia, speriamo, della Prefettura, con l’ausilio tecnico e scientifico dell’Università di Siena e con tutti i protagonisti del territorio, un protocollo che ci impegni a garantire una informazione costante sulle gare e su quello che andremo a fare, in modo che questi 403 milioni che investiremo nei prossimi 11 anni ricadano quanto più possibile in questo territorio».

L’economia circolare è al centro dell’attenzione, a partire dal trattamento dei fanghi di depurazione. «Stiamo lavorando – ha detto l’ad Piero Ferrari – alla trasformazione, entro la fine del 2020, del depuratore di San Giovanni a Grosseto in un impianto centralizzato per il trattamento dei fanghi tramite idrolisi – come già avviene nel depuratore di Siena con una riduzione del 70% della quantità di fanghi prodotta – e digestione anaerobica» il che consentirà di massimizzare la produzione di biogas e di riutilizzare i fanghi digestati nella produzione di biofertilizzanti o per la termovalorizzazione, riducendo i volumi da smaltire.

A questo si aggiungerà un investimento di AdF sul fronte della mobilità elettrica per gli spostamenti del personale: «Dal 2020 al 2024 – ha spiegato Ferrari – saranno progressivamente convertite in elettriche 24 automobili, con un investimento complessivo di 550mila euro».

«Questo territorio – ha detto Michaela Castelli, presidente di Acea – rappresenta un laboratorio dei nuovi modelli di sviluppo sostenibile anche nei processi industriali relativi al settore idrico, dal prelievo delle risorse alla loro trasformazione e reimmissione nel ciclo ecologico».

Tra gli esempi ha richiamato il nuovo impianto di compostaggio di Monterotondo Marittimo, «uno dei più grandi e avanzati impianti dell’Italia Centrale». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore