Il Tirreno

Grosseto

denunciato lo zio 

Nipote di tredici anni spara durante la battuta

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gavorrano. I carabinieri forestale della stazione di Massa Marittima hanno denunciato a piede libero un cacciatore di 38 anni, residente a Potassa, nel comune di Gavorrano, per il reato di omessa custodia per aver lasciato sparare il nipote tredicenne. Una vicenda che ha lasciato di stucco i militari, impegnati in un controllo di routine in ambito venatorio nel comune di Follonica: quando sono arrivati vicini a due appostamenti fissi di caccia, hanno visto un uomo allontanarsi da uno di questi e, poco dopo, dallo stesso appostamento, hanno visto un ragazzino imbracciare il fucile far fuoco per ben due volte ad altezza uomo, in direzione di una parte di bosco spesso frequentata da escursionisti.

Solo la fortuna ha evitato la tragedia. Tutto questo, senza accorgersi dell’arrivo dei carabinieri forestali. I due fucili da caccia sono stati sequestrati due fucili.

Lo zio del ragazzino rischia, oltre alla pena prevista, anche il ritiro definitivo del porto d’armi.

I reparti dei carabinieri forestali, durante tutta la stagione venatoria, presteranno particolare attenzione all’uso in sicurezza delle armi da caccia nella nostra provincia.

Ogni anno vengono riscontrati comportamenti tal volta rischiosi, che mettono in serio pericolo la pubblica incolumità.

Grazie agli inverni relativamente miti, infatti, i nostri boschi sono molto frequentati, sia per la raccolta di funghi, sia per una sempre crescente attività escursionistica, anche di natura professionale. Le campagne sono in questo periodo dell’anno frequentate per la raccolta delle olive, mentre molti agriturismi lavorano relativamente bene anche in bassa stagione, offrendo passeggiate in campagna e nei boschi.

Nel condividere comunque i comportamenti di massima nel rispetto delle misure di sicurezza, i carabinieri ricordano che l’esercizio della caccia è proibito a distanza minore di 150 metri dalle abitazioni e dalle strutture agricole, a meno di 50 metri dalle strade pubbliche, nei pascoli con animali e nelle colture agricole prima del raccolto. In questi contesti, il fucile deve essere scarico e in custodia. In ogni altro contesto, al di là del rispetto della legge venatoria, è sempre obbligatorio garantire l’uso e la custodia delle armi in condizioni di massima sicurezza per gli altri, senza la quale può venir meno il presupposto per mantenere il porto d’armi. —

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