Il Tirreno

Grosseto

Calci in faccia e pugni a una cinquantenne nel garage dei disperati

Francesca Gori
Calci in faccia e pugni a una cinquantenne nel garage dei disperati

La donna, originaria di Grosseto, è stata salvata da un vicino. Entrambi avevano fatto uso di sostanze stupefacenti

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GROSSETO. «Aiuto, aiutatemi. Mi fa male, ho le forbici sulla testa. Aiuto». Sono le grida disperate di una donna, quella voce rotta dal dolore e dalla droga, dalla disperazione e dalla vita che sembra scivolare via attimo dopo attimo nel sottoscala di un condominio della periferia di Perugia, nella zona della stazione. Grida che sono state sentite, alle 2,50 del mattino, da uno dei vicini che fa parte del Progetto Fontivegge, una sorta di gruppo di cittadini che tutti insieme segnalano quello che succede nel quartiere dove abitano. In quel sottoscala, quasi come un animale in cattività, c’era una donna di cinquant’anni che era arrivata a Perugia partendo da Grosseto, dov’è nata. Con lei, un trentenne, anche lui italiano, che ieri mattina avrebbe dovuto prendere un treno per andarsene. «È stata una scena davvero difficile da dimenticare - racconta Lorenzo Brunetti, l’uomo che nella notte è intervenuto per evitare il peggio - Quell’uomo la stava pestando, l’ha presa anche a calci in faccia». Nel sottoscala del condominio i due dovevano essere arrivati da poco e probabilmente erano pronti a partire di nuovi. Non c’era nemmeno un materasso dove passare la notte ma soltanto una coperta gettata per terra. Avevano assunto droghe ed erano alterati. Il video girato da Brunetti è un pugno nello stomaco: la donna è nuda dalla vita in giù, cammina curva su se stessa, grida. Poi si dirige verso il sottoscala dove c’è il trentenne che la prende per i capelli, la strattona, la prende a calci in faccia e a pugni in testa, mentre lei resta per terra. Solo l’intervento di Brunetti, che appena sentite la urla ha dato l’allarme ai carabinieri e al 118 ha permesso alla donna di salvarsi la vita. «Viviamo costantemente situazioni di degrado - spiega Brunetti - siamo vicini alla stazione, un luogo che certe volte sembra davvero terra di nessuno».

La donna, originaria di Grosseto, è stata affidata alle cure dei sanitari che l’hanno portata all’ospedale. Le ferite che ha riportato nel pestaggio non sono profonde come quelle che si porta nell’anima, ferite che da anni tenta di curare a guarire con le sostanze stupefacenti. Il suo viaggio, cominciato anni fa, l’ha portata a Fontivegge, in uno scantinato in compagnia di un uomo che avrebbe potuto ucciderla. «Si sono picchiati per una lite scatenata dallo stato di alterazione psichica - dice Brunetti - Quando mi sono visto quella donna seminuda e sporca dei suoi stessi bisogni venirmi incontro gridando ho avuto paura ma ho deciso di seguirla nel sottoscala». Salvandole la vita.

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