Il Tirreno

Grosseto

Adotta un cuore randagio, tante storie di vita e uno straordinario impegno per gli animali

Elisabetta Giorgi
Adotta un cuore randagio, tante storie di vita e uno straordinario impegno per gli animali

Cani e gatti in difficoltà, abbandonati o maltrattati: l’associazione li soccorre grazie ai propri instancabili volontari Federica, Nicoletta e gli altri 

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la storia

Cani in difficoltà, «vecchiotti e affamatissimi», disidratati, abbandonati dai padroni per strada; micetti in cerca d’affetto. È straordinario l’impegno di Adotta un cuore randagio, associazione che a Grosseto - grazie ai propri volontari - si batte per difendere e soccorrere gli animali in difficoltà. Il Tirreno continua con loro l’iniziativa “Io e Te - Associamo i cuori” che dà voce a chi fa del bene per una società migliore.

«Ciao, sono Thor, 8 mesi di dolcezza - scrive l’associazione lanciando un appello su Fb - Nessuno chiede di me perché sono una taglia grande. Lo so che ci vuole impegno e tempo per me, ma io sono qui e vi aspetto. Venite a conoscermi, mica mordo».

Grazie agli sforzi di Adotta un cuore randagio sono tanti gli animali che parevano votati a morte o solitudine e invece hanno riacquistato una vita dignitosa e piena d’amore. L’instancabile presidente è Federica Bellone: fa l’assistente in uno studio dentistico. «La passione per gli animali e per il volontariato – racconta – ce l’ho fin da quando ero piccola: me l’ha trasmessa mia mamma».

La sua vice è Nicoletta Canuti, altra volontaria appassionata. Attorno a loro si muove un gruppo di persone che dedica una parte importante del proprio tempo al volontariato. Perché gli animali – dice Federica – «ti danno sofferenza ma anche tante soddisfazioni, ti appagano», dice Federica. Trasmettono quell’amore incondizionato che solo un’anima sensibile può capire. L’associazione è nata in tempi relativamente recenti ma l’impegno parte da lontano: prima «eravamo con Maremma randagia, poi ci siamo divisi per via della distanza, loro operano a Follonica».Cinque anni fa un incendio – spiega Nicoletta – «brucia la casa dei miei a Marina dov’erano ospitati i cani randagi». Qualche animale resta ustionato. «È stata dura ma siamo ripartiti grazie al cuore di tante persone generose che ci hanno donato soldi per creare un rifugio». Ed eccolo, questo “presidio” che riparte tassello dopo tassello. A breve l’inaugurazione in via de Barberi. Una piccola grande rinascita che premia un impegno immenso. E quante storie ci sono dietro.

Come quella di Jack malato di leishmaniosi. «Mai curato, lo trovammo legato a un palo in condizioni tremende: l’abbiamo preso in custodia e abbiamo giurato a noi stessi di farlo tornare a vivere bene». Quando un cane come Jack trova famiglia «il cuore ti esplode di gioia», dice Nicoletta. A volte, purtroppo, venire in contatto con gli animali significa scoprire il mondo di sofferenza e solitudine dei padroni. «C’era un signore che andava sempre in giro col cane - racconta Bellone - vivevano l’uno per l’altro, poi quest’uomo si è ammalato. Gli portavamo la spesa, lo aiutavamo: viveva in brutte condizioni, poi è morto. Abbiamo pagato la pensione al cane per 6 mesi e provato a restituire a questa bestiola un’esistenza dignitosa. Alla fine è stato adottato».

Concludere queste storie con un finale simile è un successo che ripaga di tanti sacrifici. Un grazie all’associazione per tutto quello che fa. —

Elisabetta Giorgi



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