Il Tirreno

Grosseto

«Troviamo accordi per il Foro Boario» Ma poi il Comune ha fatto la causa

Enrico Pizzi
«Troviamo accordi per il Foro Boario» Ma poi il Comune ha fatto la causa

Ecco il retroscena della richiesta da 1,2 milioni di euro rivolta alla Camera di commercio per la sede non realizzata

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. Da una parte il sindaco che invita a cercare un accordo, dall’altra gli uffici che danno mandato agli avvocati di recuperare un milione e 200mila euro. Il tutto nello stesso giorno.

I protagonisti sono il Comune di Grosseto e la Camera di commercio, la vicenda è quella che vedeva intrecciate le sorti del recupero dell’ex Foro Boario con l’abbattimento e la riqualificazione dell’attuale sede dell’ente camerale, in via Cairoli, e la valorizzazione dell’ex campo fiere, in via Fiesole. Di tutto questo, solo l’ultimo punto si è realizzato e il Comune chiede alla Camera di commercio la penale che l’ente si era impegnato a pagare se, non realizzando la nuova sede al Foro Boario e, di conseguenza, non demolendo la vecchia sede per ricostruire un immobile più piccolo, avesse beneficiato delle volumetrie aggiunte alla lottizzazione di via Fiesole.

«Mettiamoci d’accordo, nell’ottica della consueta fattiva collaborazione tra enti» scrive Antonfrancesco Vivarelli Colonna il 12 luglio scorso al presidente della Camera di commercio Riccardo Breda. Sempre il 12 luglio, però, il dirigente dell’urbanistica, Marco De Bianchi, dà mandato all’ufficio legale del Comune di fare causa alla Camera di commercio, chiedendo la somma di 1 milione e 200mila euro più gli interessi maturati dal settembre del 2016, data in cui scadevano i tre anni per il ritiro del permesso a costruire relativo alla nuova sede camerale. «L’amministrazione comunale – scrive De Bianchi – ha ritenuto di non poter accogliere la proposta, così come emerge dalla nota a firma del sindaco in data 12 luglio 2019» e invia gli atti all’avvocatura del Comune perché proceda al recupero forzoso della penale.

L’accordo tra Camera di commercio e Comune capoluogo era nato per anticipare le previsioni del nuovo regolamento urbanistico e aveva portato, nel 2008, all’approvazione di una variante con cui si spostavano oltre tremila metri cubi dall’attuale sede della Camera di commercio di via Cairoli all’ex campo fiere di via Fiesole che, poi, la Camera di commercio ha venduto per circa 1,6 milioni di euro. Per ottenere questa variante, l’ente camerale si era impegnato a demolire la sede di via Cairoli, dopo aver realizzato la nuova al Foro Boario, e a ricostruire, in via Cairoli, un immobile meno impattante.

Questi impegni erano confluiti, nel 2010, in un atto d’obbligo unilaterale della Camera di commercio che, in caso di inadempienza, avrebbe dovuto pagare al Comune 1,2 milioni di penale, dal momento che con le volumetrie “spostate” in via Fiesole, quell’area si sarebbe valorizzata e l’ente camerale, se non avesse demolito la vecchia sede, avrebbe ottenuto un indebito arricchimento.

Nel frattempo il contesto è radicalmente cambiato per le Camere di commercio: quella di Grosseto si è unificata con quella di Livorno nella Camera di commercio della Maremma e del Tirreno, di una nuova sede non c’è più bisogno e nulla è stato fatto degli impegni contenuti nell’atto d’obbligo. In compenso, però, l’operazione “via Fiesole” è stata portata avanti con soddisfazione per le casse dell’ente camerale. Così, ad aprile del 2018 il Comune ha dato l’ultimatum alla Camera di commercio, invitandola a ritirare il permesso a costruire per la nuova sede e a versare nelle casse comunali oltre un milione di euro tra costo di costruzione e oneri di urbanizzazione. Il permesso a costruire non è stato ritirato nei termini indicati, la pratica è stata archiviata e si è dato il via al recupero della penale. È, però iniziato anche un percorso di trattative tra Comune e Camera di commercio che è culminato, a marzo di quest’anno, in una proposta che l’ente camerale ha fatto al Comune. Ma la trattativa si è arenata. —

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