Il Tirreno

Grosseto

le trappole della rete 

«Mi ha truffato e minacciato dopo l’acquisto di un drone»

Alfredo Faetti
«Mi ha truffato e minacciato dopo l’acquisto di un drone»

Albiniese aveva sborsato 400 euro ma non si era visto recapitare l’ordine a casa   Il fornitore, individuato dalla polizia, è stato condannato a 6 mesi e al risarcimento

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Dopo non essersi visto recapitare il drone che aveva ordinato su internet, pagato oltre 400 euro, l’acquirente ha iniziato a scrivere al fornitore, chiedendo spiegazioni. Decine di messaggi caduti nel vuoto, finché una risposta è arrivata: solo che non conteneva spiegazioni, ma una vera e propria minaccia.

«Non avrai il drone né indietro i tuoi soldi: se non la smetti di scrivermi vengo a casa tua a picchiarti»: questo il tenore del messaggio arrivato a un uomo di Albinia, che a quel punto ha capito di essere stato ingannato e ha denunciato tutto alle forze dell’ordine. Non solo per truffa, ma anche per minaccia grave. Gli stessi capi d’accusa per cui ieri mattina è stato condannato il presunto fornitore, Gianluca Tisci, a sei mesi di reclusione oltreché al risarcimento per oltre 3.000 euro all’orbetellano.

La vicenda è iniziata come la più classica truffa online, con l’annuncio per la vendita di un drone pubblicato su un sito specializzato in compravendite online.

Il costo: 400 euro più le spese di spedizione. Per un appassionato un vero affare.

L’acquirente di Albinia ha quindi fatto il suo ordine, ha fornito tutte le informazioni necessarie (compreso l’indirizzo di casa) e pagato quanto chiedeva l’annuncio internet.

Era l’agosto del 2017 ma con il passare delle settimane l’uomo ha capito che qualcosa non andava. Il suo pacco, dopo diverso tempo, non era ancora arrivato. Così ha iniziato a contattare il numero del fornitore pubblicato sul sito, prima chiamandolo e poi scrivendogli dei messaggi. È servito ancora altro tempo, ma alla fine c’è stato un ritorno a tutta questa insistenza. Solo che il contenuto era tutt’altro rispetto a quello immaginato e ha fatto capire all’acquirente non solo di essere stato truffato, ma anche di essere in pericolo, perché la minaccia parlava di casa sua e lui con l’ordine aveva fornito anche l’indirizzo.

L’orbetellano ha deciso così di denunciare quanto accaduto e la polizia postale ha dato il via alle indagini, risalendo poco a poco al presunto fornitore, identificato poi in Tisci, residente nel sud Italia. Il processo si è tenuto a Grosseto in quanto il pagamento alla base della truffa si è verificato qua e ha visto l’acquirente costituirsi parte offesa, difeso dall’avvocato Giada Isidori.

Ieri è stato il giorno della sentenza presieduta dal giudice Marco Bilisari, che ha accolto la richiesta di condanna del pubblico ministero Fidelia Dompetrini.

Sei mesi per entrambi i reati, con la truffa considerata in modo continuato. Riconosciuto anche il risarcimento nei confronti della parte offesa, rappresentata ieri dall’avvocato Martina Ciarpi. —

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