Gioco
«Patto segreto con Costa Che fine hanno fatto i soldi?»
La minoranza attacca il sindaco Sergio Ortelli chiedendo conto del bilancio, della cifra tenuta nascosta e di tutti i fondi anticipati
ISOLA DEL GIGLIO. Sono passati quasi due anni dal giorno in cui, in un consiglio comunale top secret, il Comune di isola del Giglio accettò un rimborso milionario da Costa, la compagnia di navigazione proprietaria della Concordia che naufragò al Giglio il 13 gennaio 2012.
Di recente Guido Cossu e Paola Muti del gruppo di minoranza Progetto Giglio, hanno chiesto al sindaco Sergio Ortelli lumi sui “soldi della Concordia”. «Che fine hanno fatto?», chiede Cossu.
La minoranza contesta al primo cittadino il fatto di aver anticipato tanti soldi durante il periodo emergenziale: 1milione e mezzo di euro per pagare le spese relative al vitto degli operatori. «Tutte queste spese – dice Cossu – dovevano essere sostenute dalla Protezione civile. Per il Comune non c’era nessun obbligo – precisa il consigliere di minoranza – Ma lo ha fatto lo stesso spendendo una cifra esorbitante per un Comune come il Giglio. Perché? Come ha fatto a far tornare sempre i bilanci?». Un milione di euro – come precisa lo stesso Cossu – sono stati restituiti.
«Ne restavano sempre 500mila che sono arrivati all’ente con i soldi del famoso accordo segreto». Cossu parla di un accordo di circa 3 milioni di euro anche se nessuno del Comune ha mai ufficialmente dato cifre precise.
«Tutto è scritto nel bilancio – precisa Ortelli – I bilanci vengono controllati e tutto è sempre stato fatto nelle regole. Chi dice il contrario dice una bufala. La cifra dell’accordo è nei bilanci, basta saperli leggere. Cossu ha nominato un tecnico, di sicuro sarà in grado di farlo».
Ortelli parla anche dei soldi anticipati dal Comune. «Come sindaco e capo della Protezione civile - risponde - ho agito in accordo con il tavolo emergenziale sapendo che Costa, come è poi successo, avrebbe rimborsato tutto. Mi chiedo come avremmo potuto cercare i dispersi se il Comune non avesse pagato il vitto ai soccorritori, ai vigili del fuoco. Facile parlare col senno di poi e senza sapere come stanno le cose. C’erano 4229 persone di cui occuparsi». — I.A.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
