La protesta
Odissea in treno «Da Orbetello a Firenze tra sporco e prezzi alti»
Grosseto. C’era una volta la “Freccia dell’Argentario”, il treno che dagli anni Settanta-Ottanta collegava al mattino Orbetello a Firenze in poco meno di tre ore e mezza e partiva allora dalla Laguna carico di studenti diretti a Siena o nel Capoluogo regionale.
In realtà c’è ancora, anche se è cambiato il nome, sostituito da un numero, mentre sembrerebbe invariata l’età dei treni che percorrono la tratta. Almeno secondo la e- mail inviata al Tirreno da un pendolare, Lorenzo Piermattei, che ogni giorno prende il treno delle 6, 44 dalla stazione lagunare per raggiungere Grosseto e che lamenta la scarsa qualità del servizio soprattutto in relazione al costo del biglietto.
Secondo Piermattei, il modello di locomotore sarebbe lo stesso di quando, più di quarant’anni fa, la popolazione fece richiesta di un treno che collegasse Orbetello a Firenze. «Il convoglio – scrive – è costituito da una sola carrozza semipilota (con una cabina di guida a una delle estremità, ndr), modello D-445, con il rischio di fare una quarantina di chilometri in piedi tra puzza di gas di scarico e la non perfetta pulizia delle sedute, di avere una temperatura tropicale in inverno o polare in estate; il tutto con i prezzi che aumentano ingiustificatamente di semestre in semestre: 72 euro l’abbonamento mensile per la tratta Orbetello-Grosseto, andata e ritorno», scrive Lorenzo Piermattei, che non risparmia critiche anche alla Regione per la qualità complessiva del trasporto pubblico, compreso quello su gomma, a suo avviso particolarmente insoddisfacente nella zona sul della provincia.
In risposta a Piermattei, Trenitalia spiega che il treno utilizzato è diesel (da cui il cattivo odore lamentato), poiché una parte della tratta verso Firenze non è elettrificata. «Inoltre, una carrozza da 68 posti – aggiunge Trenitalia – garantisce comodamente il posto ai pendolari, considerando che da una verifica fatta, negli ultimi giorni c’è stata una media di 16 passeggeri al giorno. Per quanto invece riguarda le tariffe, vengono adeguate una volta all’anno, non ogni sei mesi, sulla base dell’inflazione programmata». — L.S.
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