Sicurezza
Cena fascista, l’ex candidata rompe il silenzio: "Convivio privato tra amici"
Guendalina Amati (Fratelli d’Italia), capogruppo di minoranza ad Arcidosso, minimizza la serata sotto l’immagine del duce e le bandiere della Decima Mas
ARCIDOSSO. «Quanto dichiarato da Achille Bargagli mi pare esaustivo: una cena privata tra amici, lontana dalla politica, ma basata sul convivio tra persone che si conoscono da una vita e che hanno piacere a stare insieme, al di là del colore politico che sia di destra o di sinistra». Dopo tre giorni di silenzio Guendalina Amati, esponente di Fratelli d’Italia ed ex candidata sindaca di Arcidosso, oggi capogruppo di minoranza in consiglio comunale, decide di commentare la cena fascista con duecento persone organizzata il 28 ottobre per celebrare la marcia su Roma in un locale di Castel del Piano da Achille Bargagli, candidato consigliere comunale nella sua lista, Rinasci Arcidosso, la scorsa primavera.
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.37827659:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2019/11/03/news/interrogazione-alla-ministra-il-sindaco-minaccia-di-querelare-il-pd-1.37827659]]
Bargagli, 82 anni, memoria storica di Arcidosso e da sempre uomo di destra, nei giorni scorsi ha spiegato al Tirreno che il locale l’aveva prenotato lui stesso, per un’occasione «strettamente privata», una «cena fra amici», che «si tiene da quarant’anni». Aveva anche sottolineato come la bandiera con l’immagine di Mussolini, che era appesa a un divisorio durante la cena, fosse stata regolarmente acquistata in un negozio. «Fuori non c’era nessun carro armato», aveva ironizzato Bargagli.
La sua dichiarazione, e la notizia della cena in generale, hanno suscitato la presa di distanza dei vertici di Forza Italia, partito che ha sostenuto Amati nell’ultima tornata elettorale («Quest’uomo non lo conosco nel modo più assoluto e della cena non sapevo nulla», ha dichiarato il segretario provinciale Sandro Marrini) e del portavoce provinciale di Fratelli d’Italia Fabrizio Rossi («Il fascismo è finito nel ’45 e chi sta in Fdi non può che pensarla così», ha dichiarato). Quanto a Bargagli e all’appuntamento ultradecennale da lui organizzato per l’anniversario della marcia su Roma, il parlamentare di Fdi Giovanni Donzelli ha dichiarato: «Non posso sapere cosa fa la gente che si candida spontaneamente nelle liste civiche».
Appare dunque di altro tono la dichiarazione di Guendalina Amati. Che non “scarica” il candidato della sua stessa lista – che fu, tra l’altro, accolto con una standing ovation alla presentazione della squadra, il 20 aprile – e si allinea con lui e con le sue dichiarazioni, riducendo la cena sotto la bandiera con l’immagine di Mussolini, dei fasci littori e della Decima Mas, a una «cena privata tra amici, lontana dalla politica» e «tra persone che hanno piacere a stare insieme al di là del colore politico». Resta da capire se Amati vi abbia preso parte o meno; la nota non lo chiarisce.
E riguardo al fatto che nei giorni scorsi, nel bel mezzo della bagarre, non fosse stato possibile raggiungerla al telefono, Amati specifica: «In questi giorni, essendo stata lontana dal territorio amiatino per il ponte di Ognissanti, non ho da aggiungere altro rispetto a quanto già dichiarato altre volte. Il fascismo è finito nel 1945, ma fa parte della storia d’Italia. Io però sono nata nel 1981, quasi quarant’anni dopo, e con questo ho detto tutto». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
