Gioco
Deposito, torna in discussione l’accordo con l’Aeronautica
Il sindaco Borghini contesta la convenzione che fu firmata dal predecessore Chiesto un incontro con i militari per ridefinire le competenze sulla bonifica
«La bonifica dell’ex Aeronautica di Porto Santo Stefano sia fatta dall’Aeronautica». Il Comune di Monte Argentario ha intenzione di cambiare le carte in tavola rispetto alla convenzione sottoscritta dalla precedente amministrazione ad aprile dello scorso anno quando l’ex sindaco Arturo Cerulli siglò insieme ai vertici militari il passaggio definitivo al Municipio della sede del’64° Deposito territoriale dell’Aeronautica che aveva chiuso i battenti nel 2016 dopo un servizio durato oltre 80 anni. Un’area di 90mila metri quadrati di cui il Comune, in virtù della convenzione, avrebbe dovuto effettuare la bonifica. Un intervento stimato intorno ai 4 milioni di euro.
Le firme furono due: con la prima tutta l’Aeronautica diventò del Comune, mentre con la seconda venne concessa in comodato d’uso perenne all’Aeronautica la parte sulla quale sarebbe stato costruito un albergo o delle residenze per i reduci o per coloro che godevano di licenze dopo le missioni.
Tutto questo era comunque subordinato a una variante urbanistica.
L’amministrazione guidata da Franco Borghini ha fatto delle verifiche della parte in cui l’Aeronautica avrebbe dovuto costruire l’albergo.
«Abbiamo fatto visure catastali e ogni altro tipo di verifica – spiega il sindaco – e quello che è emerso è che quella parte è la stessa lasciata in eredità a una congregazione di Porto Santo Stefano, nel 1932, da Giuseppe Vivarelli. Per una serie di passaggi quella parte è arrivata al Comune. Quindi l’Aeronautica ci ha ceduto con la convenzione ciò che già era nostro».
Il primo cittadino e la giunta sostengono che la zona dev’essere bonificata da chi l’ha inquinata, cioè dall’Aeronautica.
Secondo l’attuale amministrazione «la bonifica doveva essere fatta da quest’ultimo soggetto a prescindere da tutto, sia perché così prevedono le leggi nazionali, legge Ronchi – specifica Borghini – sia perché in una recente pronuncia l’Avvocatura dello Stato ha stabilito che questi non possa acquisire per spossessamento aree che non risultino bonificate con certificazione Arpat. Ne consegue che lo Stato – aggiunge il sindaco – non possa neanche cederle a chicchessia se non già bonificate».
Con questa nuova visione tutta la convenzione viene rimessa in gioco e il Comune, proprio per discutere di questo, ha chiesto incontri all’Aeronautica e a tutte le parti che hanno sottoscritto la convenzione per fare presente la sua posizione.
«Non abbiamo avuto risposta – conclude Borghini – e per questo stiamo pensando di agire scrivendo una lettera con la quale chiediamo con forza un incontro per decidere la questione». —
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