Sicurezza
Il Pci: «No a intitolare le strade a chi è legato al Ventennio»
grosseto. La cena fascista del 28 ottobre a Castel del Piano, organizzata per celebrare il 97° anniversario della marcia su Roma, suscita anche la reazione della segreteria del Pci di Grosseto.
Il Pci la definisce «vergognosa e spudorata» e «non un semplice simposio di nostalgici. È un fatto grave. Non si può far finta di niente di fronte all’esaltazione del fascismo e di Mussolini. Quando gli alleati dei nazisti, gli artefici delle leggi razziali, i nemici della democrazia e della libertà d’espressione, gli aggressori di popolazioni innocenti, escono dall’ombra e si mostrano in pubblico, devono essere ricacciati dove la storia li ha collocati, ovvero tra quanto di più ripugnante, stupido e vigliacco ha prodotto il genere umano», dice il Pci.
«È fondamentale che tutti coloro che si richiamano alla Costituzione continuino a dire no al fascismo, sempre e comunque, anche alle forme più subdole e lavate con le quali si ripresenta».
Il Pci dice no anche all’intitolazione di strade o piazze a personaggi legati al fascismo «spacciandolo per volontà di riconciliazione». In proposito a Grosseto la maggioranza di centrodestra in consiglio comunale ha approvato ad aprile 2018 l’intitolazione di una via ad Almirante; il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna si definì allora «agnostico rispetto al fascismo». Una stoccata anche all’Anpi locale, secondo il Pci troppo tiepida rispetto a questi fenomeni (a onor del vero l’Anpi è stata la prima a chiedere di indagare sulla cena fascista) e al Pd, accusato di essere antifascista «in prossimità delle tornate elettorali». «Il fascismo non è un’opinione, è un reato. E non lo dice il Pci, lo dicono la Legge e la Costituzione. Cosa aspettano le forze dell’ordine e la magistratura?», dice il Pci. — F.F.
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