Toscana
«Vogliamo far sentire utili tutti Così sconfiggiamo la solitudine»
La presidente Federica Pierini racconta il senso di questa missione Un sostegno importante anche per chi ha subito alluvioni e terremoti
la storia
FIORA BONELLI
Un’associazione dal cuore grande è fiorita in una piccola frazione, con interessi specifici nel sociale. Ha già tante iniziative condotte a termine e molte in cantiere. Si chiama La Vettoraia, dal nome del sasso che sovrasta i Bagnoli e che gli abitanti chiamano Pietra, ma che sulle carte è indicata appunto come Vettoraia. Quel sasso di peperino compare anche nel logo dell’associazione, con le due cime della catena montuosa e i colori della pace.
«Lo scopo dell’associazione – spiega la presidente Federica Pierini – è valorizzare la nostra frazione di cui siamo una specie di piccola Pro loco, ma l’attività che ci caratterizza è il lavoro che facciamo nel sociale, affiancando e sostenendo anche altre associazioni».
Le raccolte di fondi, organizzate con cene sociali o altre iniziative, ormai non si contano più. La Vettoraia è intervenuta per i terremotati in Emilia Romagna, per i terremotati dell’Abruzzo, in particolare per Amatrice.
«Per l’Emilia Romagna abbiamo affidato i soldi a un nostro concittadino che vive in Romagna, che è andato personalmente a consegnarli e così abbiamo fatto per Amatrice», spiega Federica.
La Vettoraia ha raccolto fondi, beni alimentari, oggetti scolastici in occasione dell’alluvione di Albinia.
«Partì da Bagnoli – aggiunge la presidente – un nostro furgone con alimenti e oggetti scolastici, come banchi, sedie, quaderni e pennarelli e li consegnammo direttamente agli alluvionati».
L’associazione di Bagnoli ha anche contribuito all’acquisto dell’autoambulanza e di un defibrillatore per il comune di Arcidosso. In particolare l’attenzione della Vettoraia è andata ai bambini e ai soggetti più fragili.
«Siamo stati presenti col nostro sostegno per due ragazzi, Guglielmo che doveva andare a curarsi in America e Federico, entrambi gravemente ammalati. Abbiamo organizzato cene sociali offrendo il ricavato al centro sociale l’Aquilone di Montelaterone, alla Farfalla, alla Fondazione Il Sole, al Movimento per la vita di Castel del Piano. Abbiamo acquistato le magliette del Ponte Morandi il cui ricavato è andato agli sfrattati. Acquistammo – dice Federica – molte magliette che in parte ci tenemmo come Vettoraia e in parte mettemmo in vendita. E non abbiamo fatto mancare il nostro sostegno a Unicef vendendo le famose Pigotte e altri giochi per bambini e a Telefono azzurro per il quale mettiamo in vendita piante e fiori. Una bella iniziativa che ormai facciamo da qualche anno è la raccolta di castagne, che forniamo al Comitato per la vita di Grosseto. Andiamo a raccoglierle dopo che è finita la castagnatura e “ruspiamo” quelle che sono rimaste. Poi le scegliamo e le prepariamo già “castrate” perché poi il Comitato per la vita le usa per fare le caldarroste in occasione dell’Epifania. Abbiamo – spiega la presidente – un rapporto speciale con la comunità tibetana di Merigar. Abbiamo fatto insieme diverse iniziative a cui ha partecipato anche il Maestro Namkai Norbu, che in parecchie circostanze è stato nostro ospite; e per Merigar abbiamo messo in piedi una raccolta fondi per la loro associazione Asia. Si tratta di un sodalizio voluto dallo stesso Norbu e nel caso specifico i nostri fondi sono stati impiegati per aiutare i bambini a andare a scuola. Dal canto suo, la comunità tibetana di Merigar ha contribuito con una bella cifra da dare ai terremotati quando noi abbiamo aperto la sottoscrizione. Insomma, vogliamo curare in particolare questo settore perché la vocazione del nostro gruppo è, appunto, l’intervento costante e convinto nel settore sociale».
Fra le attività de La Vettoraia c’è anche tutta una gamma di iniziative socioculturali pensate proprio come momento di aggregazione per tutte le fasce di età «per sconfiggere la solitudine – spiega Federica – e per far sentire utili tutti».
E infatti, a sfogliare le manifestazioni intraprese dall’associazione dei Bagnoli, ci sono ad esempio corsi di italiano per stranieri: «Sono rivolti soprattutto – spiega Pierini – alla comunità del Bangladesh che è molto numerosa ad Arcidosso. Alle lezioni hanno partecipato uomini adulti, donne, bambini. Soprattutto questi ultimi hanno continuato a lungo a venire alle lezioni tenute da un’insegnante che si era portata una lavagna, dei libri e dei quaderni per ottenere maggiori risultati. E i bambini erano contentissimi. Ma la nostra associazione – prosegue Pierini – si fa anche portavoce dei problemi della frazione verso vari interlocutori e in questo modo speriamo davvero di essere utili alla comunità tutta. Ci siamo mossi per raccogliere fondi per restaurare la tela di Santa Mustiola, che è la nostra Pieve, e ci siamo rimboccati le maniche per effettuare alcuni lavori esterni nella chiesa di Villa Origo. Siamo molto attivi – puntualizza Pierini – e questa attività è possibile grazie ai tanti volontari che volta per volta danno una mano e che si impegnano ogni volta che c’è bisogno del nostro contributo. Per esempio i dolci serviti alla Festa della castagna di Arcidosso, sono in gran parte frutto del lavoro delle nostre donne, espertissime nel fare i dolci». –
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