Il Tirreno

Grosseto

la variante del casalone  

Nuovi appartamenti in via Alberto Sordi, per i tecnici «troppo cemento»

Giovanna Mezzana
Nuovi appartamenti in via Alberto Sordi, per i tecnici «troppo cemento»

La Commissione Vas chiede una considerevole riduzione delle volumetrie per limitare «il consistente consumo di suolo»

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GROSSETO. Occhio a non esagerare con il calcestruzzo. Spuntano ostacoli per la costruzione di un complesso residenziale – da 240 appartamenti, la stima è prudenziale – tra via Alberto Sordi e il tracciato ferroviario a sud della città. Il progetto sottende a una richiesta di variante al regolamento urbanistico, che punta a “svincolare” 169mila mq di terreni verdi, avanzata alla giunta del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna il 25 settembre 2018 dai commercialisti Lio e Federico Moscatelli, e che il 5 luglio ha incassato il primo nulla osta del consiglio comunale: è stata adottata con i voti della maggioranza. In attesa che giungesse il parere della commissione tecnica di Vas (valutazione ambientale strategica), infatti, la giunta decise di mettere comunque la richiesta di variante urbanistica ai voti della pubblica assise.

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Il 16 ottobre la commissione di Vas ha espresso il suo parere (consultabile sul sito web del comune di Grosseto): è favorevole ma prevede prescrizioni piuttosto significative – “pesanti” – tanto che i calcoli dei benefici stimati dall’assessore all’urbanistica Fabrizio Rossi – per esempio, «i 3, 7 milioni di oneri da incassare» da parte delle casse civiche – potrebbero dover essere rivisti. I tecnici della Commissione di Vas esortano infatti a ridurre le volumetrie da edificare.

Il parere

La Commissione tecnica di Vas è l’autorità competente per valutare se e in che misura un intervento urbanistico ha impatto sull’ambiente, in termini di rischio idrogeologico, consumo di suolo, emissioni da traffico... Ci sono progetti che non necessitano di essere assoggettati a Vas: questo, che prevede vengano edificati 20mila mq di terreni, era stato valutato (dalla Commissione ) che dovesse esserlo. Composta da architetti e geometri – dipendenti comunali e professionisti esterni – la Commissione esprime un parere non politico bensì tecnico. Sarà l’Amministrazione comunale a valutare se e in che misura tenerne conto. Intanto, eccolo.

Le prescrizioni

Primo, i tecnici della Commissione di Vas ritengono che la documentazione presentata e in particolare il cosiddetto Rapporto Ambientale non abbiano affrontato le criticità sul fronte idrogeologico e morfologico dell’area: «Sarà opportuno eseguire gli opportuni approfondimenti», prescrivono per un capitolo che non è ancillare, alla luce anche della vicinanza con l’Ombrone. Secondo, approfondimenti sono richiesti anche in tema di gestione dei rifiuti e per la criticità legata alla componente rumore: siamo a un tiro di schioppo dalla ferrovia. Terzo, il consumo di suolo: e qui arriva il carico da 90; «La Commissione Tecnica evidenzia che l’intervento implica un consistente consumo di nuovo suolo – si legge nelle considerazioni finali – interessando, di fatto, un’intera area agricola»; ecco perché «Per contenere al massimo i possibili effetti negativi» derivanti dalla realizzazione del complesso residenziale, «sarà necessario concentrare – prescrive – le volumetrie nella parte più a nord in continuità con l’insediamento già esistente, prevedendo al contempo – aggiunge – una consistente riduzione»; detto in estrema sintesi, i tecnici sollecitano a preservare gli spazi agricoli residui concentrando il mattone verso nord e, soprattutto, riducendo i volumi della cementificazione prevista. Si tratta dunque di prescrizioni non di poco conto per cui l’Amministrazione comunale potrebbe dover rivedere alcuni aspetti della documentazione e del progetto, idem i commercialisti Moscatelli, in prima persona o per “conto di”.

Le osservazioni

Allegate al parere della Commissione ci sono anche alcune osservazioni – chiunque può presentarle nell’interregno tra l’adozione (che in questo caso c’è stata il 5 luglio) e l’approvazione definitiva di una variante, e a cui l’Amministrazione comunale dovrà rispondere. Significativa è quella della Regione che definisce il consumo di nuovo suolo che sottende alla realizzazione del progetto residenziale come «particolarmente consistente, eccessivo e sproporzionato»; anche la Regione è del parere che si debba «ridurre considerevolmente la superficie edificabile». Non solo. Sempre secondo Firenze, quell’intervento al Casalone presenterebbe criticità rispetto alla disciplina del Pit, il Piano di indirizzo territoriale della Regione, in quanto «va a occupare un’intera area agricola della bonifica». Ultimo dettaglio, non secondario: la Regione ricorda al Comune che tra breve dovrà mettere mano al nuovo Piano strutturale e non sarà più possibile prevedere il residenziale al di fuori del perimetro urbano: e che quell’area su cui dovrebbe sorgere il complesso potrebbe ricadere fuori dell’area edificabile «mettendo così l’Amministrazione comunale a rischio di ricorsi». –
 

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