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«La cena si faceva da molti anni? È un’aggravante Non è folklore»

F.F.

Dal rifiuto di votare la mozione Segre agli insulti a un deputato Il parlamentare Pd Romano analizza l’episodio del 28 ottobre sull’Amiata 

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grosseto. «Che quella cena l’abbiano sempre fatta è semmai un’aggravante. La legge italiana parla chiaro: la legge Scelba del 1952 vieta la ricostituzione del partito fascista e vieta ogni forma di apologia». Il deputato del Pd Andrea Romano, professore di Storia all’Università di Tor Vergata, domani presenterà un’interrogazione parlamentare alla ministra dell’Interno sulla cena fascista di Castel del Piano. «Chiederò di appurare quello che è successo», dice Romano.

Come leggere l’episodio di Castel del Piano?

«Mettiamo in fila gli episodi di queste settimane – dice –: la cena ad Ascoli, sempre in occasione dell’anniversario della marcia su Roma. Al Senato la destra si rifiuta di approvare la mozione Segre che propone la creazione di una mozione parlamentare contro l’odio e l’antisemitismo. Giovedì scorso, alla Camera, deputati di FdI insultano con l’epiteto “sionista” un nostro parlamentare di religione ebraica. Sono tutti episodi che ci dicono che la destra italiana sta facendo ricorso ad argomenti in continuità con il fascismo».

Tutta la destra?

«Ricordo le parole di Mara Carfagna, di Forza Italia, che ha detto di vergognarsi che il suo partito non abbia votato la mozione Segre. Una destra europea avrebbe dovuto votare quella mozione. Ma in Italia la destra è schierata su posizione oltranziste. Non esiste in Italia una destra moderata, come in Germania o in Francia, che possa arginare quella oltranzista».

Cosa ne pensa della giustificazione dell’organizzatore della cena che quello fosse un evento privato? Che la bandiera con Mussolini si trova in vendita alla luce del sole?

«Non fasciamo gli occhi di prosciutto: una cosa è comprare una tazza con Mussolini, che ogni scemo può comprare. Un conto è il folklore di chi va a Predappio. Altra cosa è un ricordo politico in cui si celebra la marcia che fu l’inizio di un periodo cupo per la storia italiana che culminò in tragedia spaventosa. Possiamo avere la memoria corta, ma la nostra democrazia repubblicana ha il ripudio del fascismo. Nessuno vuole colpire la libertà di opinione ma nessuno di noi è libero di fare propaganda all’antisemitismo, perché sappiamo cosa ha comportato. Non esiste libertà di essere antisemiti, non esiste la libertà di essere fascisti. Perché questi fenomeni hanno negato la libertà e hanno portato alla morte di massa. Non dimentichiamoci che a Dresda, in Germania, è stato proclamato lo stato d’emergenza nazista...». —

F.F.

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