La protesta
Il tempo delle zucche vuote e le tradizioni scomparse
segnali dall’avana
stefano adami
Criticare Halloween è ormai un momento di passaggio obbligato dell’evento, tutti si travestono, e tutti lo criticano. Lamentiamo il fatto che Halloween non ha nulla a che fare con le nostre tradizioni. non si può copiare le tradizioni altrui.
Le zucche, le zucche vuote, da mettere fuori dalla porta con una lucina. Lo zombie non avrebbe nulla a che fare con l’identità itlaliana. Strano. È pieno di zombie, dovunque. Ma quali sono le nostre tradizioni? Dove sono finite? Non esistono più da troppo tempo ormai.
Oppure non hanno più alcun significato. Le seguiamo, le ripetiamo, senza conoscerne il senso. Senza ritrovarci in esse. Rimangono solo zucche vuote. Si ha paura in questo mondo senza coordinate. Tutti fanno paura. Basta guardare le foto dei profili di Facebook dove tutti per Halloween sono truccati da mostri. O da morti. O da mostri morti. È che nulla ha più senso in questa matassa globale, scoordinata, neppure ricercare il senso lo ha più. Allora ci vestiamo da mostri per dimenticare che il mostruoso è in tutto il resto dell’anno. Nei mondi lavorativi, politici, nei rapporti che dobbiamo intrattenere. Per dimenticare che il mondo è uno zombie. Cerchiamo di trasformare il mostruoso in qualcosa di divertente. In caramelle. Come fanno i bambini. Halloween apre la strada a novembre, poi a natale. Poi si spera che arrivi la rinascita, insieme a un po’ più di luce. E che sparisca il mostruoso. Quel mostruoso che c’è in tutto il resto dell’anno. Quello lì. E che finisca anche il tempo delle zucche vuote. Con o senza lucina. –
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