Sicurezza
Addio con musica e buon vino a “Cecco”, anima del Trescone
Riccardo Ceccarelli, 60 anni, viveva ormai da qualche tempo vicino a Firenze ma non aveva mai perso i contatti con la sua città. Il ricordo degli amici
Non sarà un funerale quello di Riccardo Ceccarelli, per tutti Cecco, morto venerdì a 60 anni in seguito ad una malattia. Gli amici si ritroveranno a Firenze oggi alle 15, c’è chi porterà la chitarra e chi il vino, proprio come avrebbe voluto lui: un incontro per stare insieme e ricordare momenti passati.
Riccardo, informatore farmaceutico, viveva vicino a Firenze insieme alla moglie Simonetta ma era cresciuto a Follonica dove tornava spesso per trovare la madre e gli amici. Il Trescone, la festa organizzata a Follonica in memoria delle storiche feste del liceo, lo aveva visto impegnato in questi ultimi anni. In modo particolare Riccardo aveva toccato profondamente il pubblico intervenuto al teatro Fonderia Leopolda lo scorso dicembre con una canzone dedicata a Paola Martinozzi, la follonichese rimasta gravemente ferita in seguito alla sparatoria di viale Matteotti. Riccardo e Paola erano stati molto legati durante gli anni del liceo e Riccardo, nonostante già non stesse bene, per lei lo scorso dicembre aveva scelto di suonare una canzone particolare: “Incontro” di Guccini, una canzone che il pubblico in sala aveva cantato insieme a lui.
«Vorrei che chi può lo salutasse con un pensiero – ha scritto la moglie Simonetta agli amici – una canzone, una bevuta. Io porterò la chitarra, i cd e il vino, al resto pensateci voi. Vorrei che questo vortice di dolore si trasformasse, nel gran finale, in un momento di leggerezza e di vicinanza. Grazie del bene che gli avete voluto e per la gioia del tempo che non ritorna».
Riccardo era cresciuto in via Colombo a Follonica, dove ancora oggi vive la madre; grande appassionato di pallamano, negli anni del liceo aveva anche insegnato quello sport ai più giovani. «E così anche Riccardo s’è avviato – ha scritto un amico in suo ricordo – i ricordi s’accavallano, specialmente quelli vissuti al liceo, con il Trescone, la pallamano, e altro. Toccante la sua esibizione al Trescone dell’anno scorso; ciao Cecco, t’abbraccio, un giorno mi ripresterai la tua dodici corde rossa per cantare la canzone che scrivemmo insieme». La notizia della morte di Riccardo ha toccato i tanti amici e i messaggi a lui dedicati da venerdì sono stati tantissimi: «in tutti questi anni – ha scritto un amico – anche se viveva a Firenze, non ha mai smesso di amare Follonica e tutti gli amici che lo conoscevano. Purtroppo una malattia crudele ce lo ha portato via in 18 mesi, nonostante abbia lottato come una tigre sino all’ultimo. Sono sicuro che da lassù continuerà a volerci bene e a sorriderci sornione. Noi lo potremo ancora ascoltare nel vento mentre suona Fabrizio De André e Francesco Guccini come quei giorni che provavamo per il Trescone».
Oggi sono tanti gli amici che da Follonica andranno a portare un ultimo saluto a Riccardo morto proprio nei giorni in cui Follonica si preparava ad organizzare il nuovo Trescone. —
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