Il dolore
Quella sosta, a due passi dal cadavere
Il figlio di Simonetta Gaggioli si era fatto accompagnare sull’Aurelia: proprio dove poi fu trovato il corpo della donna
La macchina che smette di funzionare proprio nel punto in cui è stato ritrovato il cadavere, l’intervento di un amico e una tanica di benzina regalata, infine il carro attrezzi: il racconto di un testimone fatto agli inquirenti si concentra tutto sul 29 luglio scorso, esattamente due giorni dopo la scomparsa di Simonetta Gaggioli, la donna trovata cadavere lungo la vecchia Aurelia lo scorso 3 agosto nei pressi di Riotorto.
Un racconto che riguarda direttamente Filippo Andreani, 43 anni, e Adriana Pereira Gomes, 30, figlio e nuora della Gaggioli.
Oggi i risultati delle analisi parlano di una morte per avvelenamento: nell’autopsia svolta dal medico legale Luigi Papi si farebbe infatti riferimento a una sostanza che sarebbe stata assunta in dosi massicce e che unita alla grave forma di coronopatia della quale soffriva la donna, ne avrebbe causato la morte, avvenuta proprio nella notte tra il 26 e il 27 luglio.
Il racconto fatto agli inquirenti dal testimone parte però dalla mattina di lunedì 29 luglio, due giorni dopo la scomparsa della donna. Quella mattina Filippo Andreani sarebbe andato al bar di Riotorto per cercare l’amico: la compagna, Adriana, era andata via da casa con la macchina e lui aveva bisogno di qualcuno che lo portasse a Follonica per cercarla. Andreani avrebbe quindi convinto l’amico a farsi dare un passaggio.
Durante il viaggio, passando dalla vecchia Aurelia, i due avrebbero però notato l’auto di Andreani, la Fiat Punto, parcheggiata lungo strada. Un ritrovamento significativo visto che l’auto, a detta del testimone, si sarebbe trovata proprio nel punto esatto in cui pochi giorni dopo è stato ritrovato il corpo della Gaggioli, ovvero a poche centinaia di metri dal condominio Pappasole.
I due avrebbero poi proseguito per Follonica con l’obiettivo di trovare Adriana. La donna però non era né al bar della stazione, luogo che frequentava, né da nessuna altra parte.
Andreani e l’amico sarebbero quindi tornati verso la macchina e avrebbero provato a metterla in moto.
Ipotizzando che l’auto avesse bisogno di carburante avrebbero anche fatto tappa alla pompa di benzina dove Filippo avrebbe pagato utilizzando la tessera del reddito di cittadinanza.
La macchina però non accennava a ripartire. I due avrebbero poi incontrato Adriana poco dopo, all’ingresso di Riotorto, e Filippo, facendosi prestare il telefono dall’amico, avrebbe chiamato l’assicurazione per richiedere l’intervento del carro attrezzi.
Il soccorso stradale, intervenuto, non avrebbe però portato l’auto dal meccanico ma, su indicazione dello stesso Andreani, avrebbe portato la Punto nel parcheggio della Coop di Riotorto, forse in attesa di racimolare i soldi necessari per la riparazione. Nel racconto fatto agli inquirenti si aggiunge poi una seconda testimonianza: un uomo avrebbe incontrato Adriana alla pompa di benzina la mattina del 29 luglio, forse prima che i tre si incontrassero, e l’avrebbe aiutata regalandole una tanica di benzina. La morte della Gaggioli resta, ad oggi, un mistero ma gli investigatori da tempo avrebbero concentrato le indagini sul figlio e la nuora, senza tuttavia escludere altre piste. —
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