Gioco
Multe non pagate per 4 milioni di euro, via alle cartelle di Equitalia per il recupero
Le sanzioni elevate dalla polizia municipale serviranno anche per sostenere parte degli stipendi degli agenti
GROSSETO. A leggere il dato secco, riportato sulla determina della polizia municipale e sicurezza, ci sarebbe quasi da trasecolare: il Comune deve riscuotere 4 milioni di multe non pagate. E per rientrare in possesso di questa cifra, partiranno ora le cartelle di Equitalia.
Le multe elevate dalla polizia municipale non sono state pagate nei termini dei 60 giorni dalla notificazione del verbale e sono quelle per le quali non è stato proposto da chi le ha ricevute alcuna opposizione o ricorso. Semplicemente, sono state chiuse in un cassetto e lì sono rimaste. Ora però il Comune passerà all’incasso di quelle elevate nel 2017 che saranno quindi anche messe a ruolo. «Facendo due conti - spiega l’assessore al Bilancio del Comune Giacomo Cerboni - quando con il comando di polizia municipale siamo andati a guardare i verbali che non erano stati pagati e che dovevano essere riscossi, ci siamo trovati con 600mila euro in più rispetto alle previsioni fatte a febbraio». Previsioni che sono state messe a bilancio e che, per la metà, possono già essere utilizzate.
A febbraio quindi, l’assessore Cerboni ha inserito nel bilancio una previsione di riscossione di quattro milioni 76mila 268,90 euro. Soldi che ora sono stati accertati dalla polizia municipale e che potranno essere riscossi attraverso Equitalia. «È una cifra esorbitante - dice l’assessore alla polizia municipale e alla sicurezza Fausto Turbanti - che finalmente potranno essere richiesti indietro attraverso le cartelle di Equitalia. È assurdo pensare che le multe non si debbano pagare: prima o poi la richiesta arriva e certamente è superiore alla cifra chiesta al momento dell’elevazione della multa». Non si scappa, quindi. Ma la possibilità che ha deciso di dare il Comune ai cittadini che si vedranno recapitare le cartelle di Equitalia, è quello di rateizzare gli importi. Proprio per questo è stata scelta l’agenzia di recupero a totale controllo pubblico. I soldi che quindi sono stati messi a ruolo, per il 50% andranno a coprire il fondo crediti di dubbia esigibilità, mentre l’altro 50% potrà essere utilizzato per pagare gli stipendi degli agenti della polizia municipale (con un milione di euro si copre il 50% di quanto costino i 90 agenti in servizio) e un milione invece utilizzato, oltre che per pagare le notifiche delle cartelle esattoriali inviate, anche per la sistemazione delle strisce pedonali, per l’acquisto di autovelox o varchi elettronici, per la sistemazione della segnaletica o la bitumatura.
L’obiettivo dell’introito calcolato a febbraio, quindi, è stato rispettato. «Le multe al codice della strada rappresentano un capitolo importante per l’amministrazione - dice ancora Turbanti - Da una parte dovrebbero servire da deterrente per il rispetto delle norme e proprio per questo per garantire più sicurezza sulle strade, dall’altra parte invece servono proprio per pagare alcuni servizi che sono indispensabili per i cittadini».
Le multe, insomma, dovrebbero essere pagate da tutti: a Grosseto invece esiste una schiera di evasori che di mettere mano al portafogli, pagando le sanzioni anche nella formula ridotta entro cinque giorni dal ricevimento, proprio non ne vogliono sentir parlare. Per questo il Comune è costretto a inviare le cartelle per il recupero di quelle cifre che rappresentano una voce importante del bilancio: per farlo, parte di quei soldi, vengono spese proprio per le notifiche. —
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