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Anteas, tutta l'anima della solidarietà

Lina Senserini
Il gruppo di Anteas: al centro il presidente Benigni
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Il gruppo di Anteas: al centro il presidente Benigni

Il presidente Gianfranco Benigni racconta il senso di questa missione: "Togliere le persone dalla strada significa restituire una dignità" 

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GROSSETO. La grande maratona della solidarietà del Tirreno - che percorre la straordinaria galassia del volontariato - continua e punta i riflettori su Anteas Grosseto Onlus, associazione promossa e sostenuta dalla Federazione pensionati della Cisl. Una realtà nata nel 2007 e da allora guidata dal presidente Gianfranco Benigni, 75 anni, ex vigile del fuoco, sindacalista iscritto alla Cisl dal 1965, da sempre attivo a sostegno di chi ha bisogno (al centro nella foto di gruppo con i volontari).

«Da quando ero bambino – racconta Benigni – ho improntato le mie scelte sui valori della solidarietà. Già a scuola condividevo la merenda con i compagni più sfortunati, negli Scout raccoglievamo giocattoli e altro per i bambini poveri, ho fatto scelte di lavoro e di vita in favore dell’impegno per gli altri». E ci tiene molto Benigni a sottolineare il concetto di solidarietà sulla base del quale opera Anteas, concetto «diverso da quello carità – spiega – poiché il nostro obiettivo è dare una risposta alle esigenze di chi ha bisogno nei limiti delle nostre possibilità. Questo vuol dire che non distribuiamo solo quello che ci viene donato, ma quello che raccogliamo con la rete del Banco alimentare, con gli aiuti europei, con le nostre risorse e altre iniziative che abbiamo messo in campo, secondo una precisa organizzazione e precisi bisogni. Del resto per un’associazione sostenuta da un’organizzazione sindacale non può essere diversamente: solidarietà e sussidiarietà».

La scelta di Anteas Grosseto infatti, dopo un inizio con le ronde notturne, è stata quella del sostegno alimentare, essendo peraltro all’interno della rete del Fondo di aiuti europei agli indigenti (Fead). L’associazione ha comunque risorse proprie, reperite attraverso le adesioni dei soci, le donazioni del “5 x mille”, quelle che arrivano dal sindacato ma anche dai cittadini comuni. Risorse che consentono, insieme al Fead e al Banco alimentare toscano, di assicurare una spesa tipo in grado di soddisfare il bisogno per circa dieci giorni a 60 famiglie (circa 200 persone), iscritte nell’elenco Fead, quello comunicato al Ministero Lavoro e delle Politiche sociali, attraverso il Banco alimentare di Firenze.

Ogni pacco viene calibrato sul numero dei componenti della famiglia, se ci sono minori, se il nucleo è di confessione musulmana, etc. In questo modo i prodotti – pasta, uova, legumi, tonno, passata di pomodoro e altro – non vengono sprecati. «Con le nostre risorse copriamo oltre il 70% del fabbisogno – spiega Benigni –, considerando anche che il Banco non consegna i prodotti più costosi come olio, formaggio, latte. Siamo noi che ce li procuriamo con le nostre risorse».

Ad agosto 2018 Anteas ha lanciato il progetto “Siti cibo”, grazie al quale è stato fatto un accordo con la grande distribuzione, nel caso di Grosseto la Lidl, con il duplice obiettivo di combattere lo spreco alimentare e offrire cibo a chi ne ha bisogno. I volontari vanno ogni giorno nei due supermercati Lidl della città e raccolgono quello che viene messo da parte perché non più vendibile. Cibo buono che ha la confezione rovinata, per fare un esempio, e che altrimenti andrebbe buttato. In più viene fatto il giro dei forni per raccogliere pane, schiaccia, pizza e dolci che vengono distribuiti tre volte alla settimana. Un lavoro costante che impegna i volontari attivi quotidianamente, spesso per molte ore al giorno, accompagnato anche da cavillosi adempimenti burocratici poiché tutto quello che passa dai magazzini dell’associazione alle famiglie è tracciato e documentato.

Per dare un’idea dell’attività di Anteas, nel 2018 sono stati consegnati oltre 26 mila kg di alimenti, in parte provenienti dal Banco alimentare–Toscana e dal Fead (57%), in parte raccolti o acquistati direttamente da Anteas (43%), divisi in oltre 1.200 pacchi. I prodotti freschi dal progetto “Siti cibo” sono stati oltre 7 mila kg, distribuiti giornalmente.

«Con quest’ultima attività riusciamo a offrire cibo fresco a circa 15 famiglie, non le 60 degli elenchi Fead, che hanno comunque un bisogno, a volte temporaneo, al quale occorre dare una risposta. Il primo parametro che viene valutato per una famiglia in difficoltà è l’Isee – spiega Benigni – ma in molti casi non può essere l’unico da considerare, perché ogni situazione è a sé».

E qui emerge l’altra grande forza di Anteas: la funzione di ascolto, indirizzo e orientamento, in collaborazione con le istituzioni e piena trasparenza, per situazioni non dichiarate di disagio, ma che nascondono realtà a volte estremamente drammatiche. Un lavoro che non appare, che sfugge alle pur importanti statistiche ma che fa la differenza e può dare vita a piccoli miracoli. Come quello di Yusuf (nome di fantasia), un rifugiato di origine curda, accolto anni fa al centro di via De Amicis, che grazie ai volontari di Anteas è tornato a nuova vita. Da cinque anni è uno dei dipendenti dell’associazione e ha la responsabilità del centro dove lui stesso è stato accolto e rimesso in piedi. O come un senzatetto dell’est Europa, senza cittadinanza che è stato accolto al dormitorio e oggi aiuta a pulire e a tenere in ordine. «Togliere queste persone dalla strada – conclude Gianfranco Benigni – offrire un letto, una doccia, vestiti puliti significa ridare loro dignità e metterli nelle condizioni di cercare un lavoro, dare di nuovo un senso alle loro vite». —
 

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