Il Tirreno

Grosseto

castel del piano 

Progetto di Montenero Comune resta contrario

Fiora Bonelli

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Il Comune di Castel del Piano continua a dire no alla centrale geotermica pilota di Montenero d’Orcia, da tempo nel mirino di istituzioni, cittadini, imprese e comitati. E il tira e molla continua.

Il 30 ottobre l’assessora all’ambiente della Regione Toscana Federica Fratoni ha convocato Firenze l’amministrazione comunale e le due società interessate alla costruzione della centrale, la Gesto e la Steam (Gesto ha ceduto a Steam la concessione).

«La posizione di Castel del Piano – spiega il sindaco Michele Bartalini – continua ad essere quella di un netto no all’impianto e siamo andati a dirlo in Regione. L’Amiata ha già dato in quanto a geotermia e adesso basta. Nell’incontro la società e la Regione hanno chiesto di incontrare i cittadini e il Comune ha acconsentito. La nostra posizione è sempre quella illustrata in campagna elettorale. Questa centrale non appare idonea, sebbene sia a ciclo binario, a essere inserita in un contesto ambientale e di agricoltura di qualità come quello montenerino. Sarà dunque una battaglia difficile fermare l’operazione. Noi comunque, come sempre, vogliamo coinvolgere i cittadini e faremo quello che loro vorranno».

Il decreto di approvazione del progetto pilota Montenero è stato firmato il 14 marzo 2017 dal ministro dell’ambiente, col ministro dei beni culturali, ed è fra quelli di impianti pilota sperimentali di interesse nazionale, per i quali l’autorizzazione la rilascia direttamente il ministero (non la Regione). Secondo il ministero il progetto gode di compatibilità ambientale a condizione che vengano rispettate le prescrizioni. Fra queste, la richiesta delle specie arboree da espiantare, la rete di monitoraggio microsismico per lo meno per un anno, il monitoraggio delle sorgenti Rigaglienti, Sambucaia, La Vena, Santa Lucia, la verifica della capacità di assorbimento dei fluidi geotermici da parte dei pozzi di reiniezione. Prescrizioni anche del ministero beni culturali, se venissero trovati reperti archeologici durante gli scavi.

Ma sebbene si tratti di impianto a ciclo binario, il progetto è andato avanti in modo turbolento, fra ricorsi, manifestazioni e opposizioni, ed è arrivato al capolinea. Manca solo l’ultimo passaggio, quello del parere della Regione che dovrà tenere di conto della posizione espressa a suo tempo da Castel del Piano (all’epoca amministrato da Claudio Franci) che ha indicatoMontenero come area non idonea alla geotermia. —

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