Il Tirreno

Grosseto

IL CASO VELLUTINI

«Licenziamento ritorsivo»: il giudice condanna l’emittente Telemaremma

Carlo Vellutini
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Carlo Vellutini

Alla società è stato ordinato di reintegrare il giornalista nel posto di lavoro con assegnazione e mansioni riconducibili al livello di inquadramento

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GROSSETO. «Il ricorso è fondato». Così ha deciso il giudice del lavoro Giuseppe Grosso, riconoscendo le ragioni di Carlo Vellutini, giornalista, nei confronti di Telemaremma srl/Tv9, licenziato (per la seconda volta) poco più di un anno fa. Licenziamento adesso dichiarato nullo, perché il magistrato si è convinto, dopo aver sentito le testimonianze e aver esaminato gli atti, che ha avuto «natura e finalità essenzialmente ritorsive».

Alla società il giudice ordina di reintegrare Vellutini nel posto di lavoro con assegnazione e mansioni riconducibili al livello di inquadramento; Telemaremma srl è stata condannata a pagare le retribuzioni dal giorno del licenziamento a quello dell’effettiva reintegrazione, più i contributi assistenziali e previdenziali; la società dovrà pagare anche le spese di lite (3.850 euro).

«Il sindacato non può che esprimere profonda soddisfazione per questa ordinanza che, a suo modo, conferma il divieto di licenziamento di organi sindacali nell’esercizio delle loro funzioni», scrive il sindacato Associazione stampa toscana che ha sostenuto anche legalmente il contenzioso, affiancato anche dalla Federazione nazionale della stampa. Perché è anche sulle funzioni di fiduciario di Vellutini che si è articolato il confronto. Il giornalista aveva interessato l’Ast dopo la riunione interna a Tv9 del 16 luglio 2018 che aveva per tema la nuova organizzazione dei turni di lavoro, ritenendo che l’editore (Stefano D’Errico) avesse scavalcato la direttrice della testata (all’epoca Angela D’Errico) nelle prerogative. Vellutini era stato licenziato una prima volta il 25 luglio, licenziamento poi ritirato, e (di questo si è occupato il ricorso) una seconda il 26 settembre. Il giudice è del parere, in merito ad altri episodi emersi nel contenzioso, che Vellutini non abbia screditato l’amministratore né abbia espresso giudizi di valore su di lui o la direttrice; e che non abbia mai offeso alcun collega (e comunque, «un fatto del genere, quand’anche occorso nelle modalità e nelle forme prospettate, non sarebbe certamente idoneo a giustificare la reazione datoriale»). L’editore, aggiunge il giudice, sapeva sicuramente che Vellutini era ed agiva come sindacalista, ruolo per altro confermato dal presidente dell’Ast Alessandro Bennucci, chiamato a testimoniare. E quanto fatto da Vellutini in relazione alle prerogative della direttrice è sicuramente attività sindacale; la sua decisione di interessare il sindacato «aveva indotto il datore di lavoro a un’incauta e troppo tempestiva azione, rispetto alla quale era costretto a fare immediata ammenda revocando il licenziamento perché disposto in aperta violazione dello Statuto dei lavoratori». Il tutto alla luce anche dei dissidi tra i fratelli D’Errico (c’è una causa pendente), chiosa il giudice.

Ast invita «la Regione Toscana affinché, in relazione al bando che ha concesso contributi all’emittenza regionale per il 2019, valuti l’eventuale applicazione di ciò che il bando stesso prevede in determinati casi»: a Telemaremma sono stati concessi contributi per oltre 159mila euro. —


 

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