Sicurezza
Con Slow Food in piazza i presìdi del territorio
La bottarga, la carne maremmana, il biscotto salato di Roccalbegna e lo storico “Sfratto dei Goym”, il dolce toscano-ebraico di Pitigliano
. Il legame fra Orbetello, i sapori di Maremma e Slow Food è fortissimo. E quest’anno l’associazione della Chiocciola ha uno stand in piazza, con i “presìdi” della zona.
Curato da Lorenzo Grimaldi e Massimo Bernacchini, con la fondamentale collaborazione di Conad, è uno dei più visitati in questi primi giorni della manifestazione. Perché ci si possono trovare prodotti molti particolari, come l’originale “Sfratto dei Goym”, il biscotto di Pitigliano, che unisce tradizione locale ed ebraica.
«L’organizzazione generale – dice Massimo Bernacchini, di Slow Food – è curata dalla condotta di Orbetello, grazie al grande lavoro di Lorenzo Grimaldi e dei suoi collaboratori. Abbiamo riproposto, grazie ai rapporti consolidati con Paolo Degli Innocenti di Conad che dal 2015 collabora con noi sostenendo progetti e presìdi, quello su cui ci stiamo impegnando sul territorio della Maremma. In senso lato, perché il progetto della carne Maremmana “sconfina” anche nel Lazio».
Sono molti i progetti attivi di Slow Food in mostra a Orbetello: «Stiamo lavorando su molti fronti, a cominciare dai Pescatori di Orbetello con i presìdi della bottarga e la pesca tradizionale nella laguna, per poi passare alla zona dell’Amiata con il biscotto salato di Roccalbegna, il pecorino a latte crudo della Maremma con le tre aziende presenti (Valle degli Ulibi, Saba, Le Tofane di Alberese). E ancora la razza maremmana, con la tenuta di Paganico e le aziende dell’area laziale, la Mariotti e quella dell’università della Tuscia. Una curiosità è “Lo sfratto dei Goym”, il biscotto tradizionale di Pitigliano (si tratta di un biscotto cilindrico con un ripieno a base di noci tritate, miele, scorza di arancia, noce moscata e un involucro molto sottile di pasta non lievitata, ndr), una sorta di storico matrimonio fra la tradizione culinaria della zona e quella ebraica. C’è una storia bellissima dietro, che merita di essere raccontata. Infine le “chicche” sono le produzioni dell’isola del Giglio, con la condotta che le presenta con iniziative varie e facendo anche degustazioni del loro fantastico mirto. In sostanza raccontiamo un po’di storie, di persone, di artigiani del gusto. E avremo anche tavole rotonde e piatti presentati dai cuochi dell’alleanza di Slow Food di questo territorio».
Decisiva, per Slow Food, la collaborazione con Conad.
«L’aver contribuito alla realizzazione di nuovi presidi – dice Paolo Degli Innocenti, di Clodia Commerciale – è per noi un modo per tutelare le tipicità e i prodotti fatti come una volta. È un modo per sostenere i piccoli produttori non soltanto in termini di visibilità, ma anche di opportunità commerciale di vendita dei loro prodotti. È, in sostanza, un modo per esaltare le eccellenze tra le molteplici tra le molteplici che questo territorio fantastico sa offrire. Dare loro visibilità aiuta a promuovere il territorio. Noi in questa cosa ci crediamo da sempre». –
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