Il Tirreno

Grosseto

Caos portalettere Raccolta di firme «Basta con i ritardi»

Francesca Gori
Caos portalettere Raccolta di firme «Basta con i ritardi»

Il Pd lancia la petizione popolare che sarà presentata a Poste Il sindaco Termine: «Il servizio a giorni alterni non funziona»

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«Se negli uffici delle Poste c’è il wifi gratis o se sono stati installati nuovi pos nei piccoli comuni non mi interessa. Quello che torno a chiedere, perché è indispensabile, è la consegna delle lettere, delle bollette e di tutto quello che necessariamente deve arrivare a casa delle persone in tempi rapidi». Non fa giri di parole Giacomo Termine, segretario del Pd e sindaco di Monterotondo Marittimo, uno dei piccoli comuni ai quali Poste italiane spa si è rivolta la scorsa settimana quando ha organizzato un convention a Roma durante la quale ha presentato tutti gli investimenti fatti in questo settore. Una convention alla quale Termine era stato invitato, come tutti gli altri suoi colleghi, ma che lui ha disertato. «Non ci sono andato - dice - sono rimasto qua dove avevo altri impegni. Poste non ha fatto altro che tagliare negli ultimi anni. Da quando ha deciso di consegnare le lettere a giorni alterni, nelle nostre campagne è scoppiato il caos. Certe volte la posta arriva anche con 20 giorni di ritardo, quando ad esempio le bollette da pagare sono già scadute. Potete immaginare quanti problemi possa creare questo sistema alle famiglie». Proprio per questo, Termine si è tolto la fascia tricolore e ha indossato la giacca di segretario del Pd, lanciando una raccolta di firme proprio per chiedere che il servizio venga implementato. Da domani saranno attrezzati banchetti e promosse iniziative per sbloccare l’attuale situazione, ritenuta dal Partito democratico, non più tollerabile. La petizione sarà promossa anche su Internet sulla piattaforma Change.org (http://chng.it/QD82cRDj) e le firme saranno consegnate al presidente della Regione Toscana e al direttore di Poste Italiane della provincia di Grosseto.

È una situazione a macchia di leopardo, quella che riguarda la nostra provincia. A farne le spese, sembrano essere soprattutto gli abitanti delle zone rurali delle Colline metallifere. Anche il sindaco Andrea Biondi, che guida il Comune di Gavorrano, ha più volte protestato, presentando lo scorso agosto una mozione per mantenere alta l’attenzione sui disservizi causati da Poste Italiane nelle aree interne della provincia e per dare forza al tavolo di confronto fra Comuni e management centro Italia di Poste Italiane, convocato dalla prefetta Cinzia Torraco. È del settembre 2018 infatti la riorganizzazione logistica delle zone di consegna postale, e non poche sono state le voci di protesta che si sono levate da parte dei sindaci della provincia stimolati dai molti cittadini che hanno lamentato un ritardo considerevole nella consegna a domicilio della posta a seguito di tale riorganizzazione.

Se Atene piange, Sparta non ride: anche a Follonica, che non rientra nel novero dei piccoli comuni ma che conta circa ventimila abitanti, la situazione non è migliore. Cambia, invece, nei comuni delle colline del Fiora, dove la consegna a giorni alterni non ha creato alcun problema. «Le lettere arrivano regolarmente anche in zone come Montevitozzo - spiega il sindaco di Sorano Pierandrea Vanni - che è la frazione più remota del mio comune. È vero, gli uffici postali sono passati da 9 a 4 negli ultimi anni, ma il servizio qua fortunatamente funziona».

A Monterotondo Marittimo, a Montieri, a Gavorrano e a Scarlino invece le cose non funzionano nello stesso modo. «Ci sono persone che abitano nei poderi che vedono il postino una volta ogni venti giorni - dice Termine - Hanno tentato di dare la responsabilità alla toponomastica ma questa è rimasta la stessa negli anni. Prima la posta veniva recapitata, ora no. Deve essere la società a risolvere il problema, non possiamo farlo noi». —

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