Sicurezza
Assolti per gli ombrelloni davanti al ristorante
Ai tre titolari dei “Tre archi” veniva contestata la mancanza di autorizzazione paesaggistica Non necessaria, secondo la responsabile dell’Urbanistica
Assolti perché il fatto non sussiste i tre titolari del ristorante “I tre archi” in piazza Garibaldi, finiti sotto processo perché - nel maggio 2017 - avevano posizionato due ombrelloni di colore rosso, misure 6x6, avanti al locale. La Procura contestava la mancanza dell’autorizzazione paesaggistica in zona a vincolo a causa della dichiarazione di notevole interesse pubblico (1999).
Il posizionamento dei due ombrelloni era stato tra l’altro oggetto di un intervento di Gabriele Galeotti, in qualità di consigliere comunale. Di fronte al giudice Andrea Stramegna, i tre imputati (Andrea Astorino, Andrea Gabbricci e Federico Stacchini) erano assistiti dall’avvocata Patrizia Fabiani. Il viceprocuratore onorario Alessandro Bonasera aveva sollecitato l’assoluzione, con la formula che è stata poi prescelta dal giudice.
Il dibattimento ha consentito di far luce sul caso. A partire dall’esposto dell’aprile 2017 arrivando alla risposta al quesito da parte dell’ufficio urbanistica del Comune di Massa Marittima. L’iter era passato anche attraverso l’ordine di rimozione emanato dall’Unione dei Comuni (maggio 2017) e dalla verifica da parte della polizia municipale del rispetto di quanto ordinato (settembre 2017). Il problema non era l’autorizzazione all’installazione degli ombrelloni ma la necessità di acquisizione dell’autorizzazione paesaggistica. Nel maggio 2018, l’architetta Assuntina Messina, responsabile dell’Ufficio urbanistica, aveva risposto a un apposito quesito inviato dal tecnico dei titolari del ristorante: «Si ritiene che l’installazione di ombrelloni - aveva messo nero su bianco la dirigente - da ritenersi elementi ombreggianti, o elementi mobili non stabilmente fissati al suolo e comunque installazioni esterne non ancorate al suolo, non siano soggette al rilascio di autorizzazione paesaggistica». Una versione, discordante da quella iniziale della Procura, ripetuta in aula, nell’udienza dell’aprile scorso, quando la dottoressa Messina ha ricordato che con il Dpr 31 del 2017 sono stati liberalizzati molti interventi e che, se nel centro di Massa Marittima vi è certamente un vincolo, questo non è invocabile in un caso come questo.
Non è la prima volta che la questione dell’ “impatto” che gli arredi hanno sul centro storico della città approda nelle aule di giustizia. Tempo fa ci fu il caso delle persiane del residence, anche questo oggetto di dibattito politico. Giustizia e amministrazione comunale sono andati spessi di pari passo. Nel nuovo regolamento di disciplina delle occupazioni di suolo pubblico: tra le varie tipologie di ombrelloni ammessi, con il riferimento all’esercizio commerciale, quelli classici di colore bianco oppure, e questa è una novità, bordeaux. —
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