Gioco
Raccolta di soldi nella Nord per pagare il funerale a Carlo
Gelli faceva il parcheggiatore prima di trasferirsi a Valpiana Era un grandissimo tifoso biancorosso: gli ultrà della Vecchia Guardia lanciano l’idea
GROSSETO. «Ciao parcheggiatore, ci mancherai». Termina così il comunicato della Vecchia Guardia, uno dei gruppi della Curva Nord biancorossa, con cui è stata lanciata la raccolta fondi che verrà fatta domenica allo Zecchini, in occasione della partita Grosseto - Cannara.
Parcheggiatore era il soprannome di Carlo Gelli, grandissimo tifoso biancorosso scomparso nei giorni scorsi. Una persona benvoluta da tutti e molto conosciuta in città, se non per la frequentazione dello stadio, per il fatto che per tanti anni aveva lavorato proprio come parcheggiatore sul viale Ximenes, quello davanti alla Coop.
Da qualche anno aveva cambiato vita e lavoro, tanto che si era trasferito a Valpiana. Nel frattempo, aveva dovuto combattere anche con diversi problemi di salute e il tutto lo aveva un po’ allontanato dal suo grande amore, ovvero il Grifone che comunque seguiva sempre anche da lontano e quando poteva, tornava sui gradoni dello Zecchini.
Tante, tantissime anche le trasferte biancorosse, come ricorda uno dei tifosi storici, Enrico da Istia. Di qui, il comunicato della Vecchia Guardia: «Volevamo informare tutti i tifosi biancorossi che in occasione della gara interna di domenica 3 novembre contro il Cannara, verrà effettuata una raccolta di denaro in favore di Carlo Gelli, storico tifoso unionista deceduto recentemente - ha scritto il club - Per i familiari è un grosso problema sostenere le spese funebri ed è quindi nostra intenzione partecipare e possibilmente sostenere per intero il costo delle esequie. Domenica ci saranno delle persone in tribuna e in curva alle quali potrete lasciare la vostra offerta. Confidiamo nel grande cuore della tifoseria Grossetana. La Vecchia Guardia piange uno dei fondatori del gruppo ma soprattutto un amico, un tifoso appassionato che solo le precarie condizioni di salute e il trasferimento fuori città l’avevano allontanato da quella che era la sua vera grande passione: la maglia biancorossa col Grifone armato di spada sul petto». — Paolo Franzò
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