Sicurezza
Pasticcio elezioni Il Comune: «Il Tar non può ricontare tutte le schede»
L’amministrazione precisa che la verifica integrale avviene solo se richiesto nel ricorso. E in questo caso la richiesta non vi è stata
follonica. È grande l’attenzione sull’esito delle elezioni amministrative comunali del 26 maggio scorso e sul ricorso presentato dal centrodestra follonichese al Tar della Toscana.
Il riconteggio delle schede del seggio 17 ha aperto un nuovo scenario per il Comune di Follonica: il sindaco in carica, Andrea Benini, non avrebbe più il 50% più uno delle preferenze ottenute al primo turno delle amministrative e il Tar adesso potrebbe optare per un commissario fino alle prossime elezioni.
In seguito a questa notizia a Follonica, ma anche nei Comuni limitrofi, è iniziata una lunga disquisizione sull’argomento e l’amministrazione comunale ritiene opportuno fare chiarimenti, in funzione di quanto specificato dall’ufficio legale dell’ente e dalla giurisprudenza.
«Il giudizio elettorale davanti al giudice amministrativo è disciplinato da un rito speciale nel quale sono attribuiti al giudice poteri sostitutivi tali da incidere direttamente sulla proclamazione degli eletti, sostituendosi di fatto al corpo elettorale – spiega l’amministrazione – Il Tar può intervenire limitatamente alle censure puntuali dei ricorrenti, limitandosi a giudicare esclusivamente quanto contenuto nel ricorso elettorale: in pratica il Tar non può disporre la verifica integrale di tutte le schede votate, a meno che ciò non sia richiesto (al Tar) dai ricorrenti, attraverso elementi circostanziati».
E questo non è stato il caso del ricorso presentato dal centrodestra dove si parlava di irregolarità soltanto in alcuni seggi. «La proclamazione degli eletti – prosegue l’amministrazione – non viene gestita dall’amministrazione comunale né dagli uffici comunali, ma dal presidente dell’ufficio centrale elettorale, organo eletto prima della consultazione elettorale dal presidente del tribunale, per questo organo terzo e imparziale rispetto a tutti i candidati».
Il risultato di questa operazione, prosegue l’amministrazione, «può essere messo in dubbio, come accaduto a Follonica, solo con ricorso al Tar, nell’esercizio di un legittimo diritto riconosciuto a tutti i cittadini elettori ed ai candidati, secondo i termini definiti».
Considerato che il caso Follonica è il primo nel suo genere, non ci sono indicazioni né orientamenti giurisprudenziali che possano far presumere quella che potrà essere la decisione del Tar, e quello che effettivamente succederà dopo il 17 dicembre quando si terrà la nuova seduta. — G.S.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google