Proteste
Addio a Beppone, l’imprenditore dal cuore d’oro
Berti aveva 87 anni, ha costruito le ville prima ad Ansedonia poi all’Argentario. Era un uomo generoso
ORBETELLO. Si è spento all’ospedale Misericordia di Grosseto dove era ricoverato da alcuni giorni, Giuseppe Berti, noto imprenditore argentarino. Berti aveva 87 anni, la maggior parte dei quali passati a lavorare nell’impresa che aveva creato dal niente. Un uomo generoso, umile, sempre pronto ad aiutare il prossimo senza clamori. “Beppone” come era conosciuto da tutti, ha passato la sua vita lavorando. In Maremma era arrivato giovanissimo da Sorano. «Erano tempi difficili – racconta il figlio Lino – e le famiglie erano numerose».
La sua vita in Maremma è iniziata da agricoltore, come mezzadro. Presto però si rese conto che lavorare i campi non era abbastanza. «Mio padre – dice Lino – ha sempre cercato di migliorare, per se stesso ma anche per gli altri. Da agricoltore iniziò la sua avventura come contoterzista: lavorava la terra ai contadini, trebbiava il grano». Quando all’Argentario si sviluppò il turismo, Beppone decise di dare la svolta alla sua vita, creando un’impresa che adesso è in mano al figlio. «Iniziò la sua avventura nel movimento terra, negli sbancamenti per costruire le ville ad Ansedonia, all’Argentario».
La maggior parte delle strade di Monte Argentario e dell’isola del Giglio sono state sistemate e asfaltate dall’impresa di Giuseppe Berti. «Ci ha dato dei grandi insegnamenti. Un uomo umile – continua il figlio – che non aveva avuto la possibilità di studiare ma di una grande intelligenza. Anche pochi giorni prima di essere ricoverato abbiamo parlato e mi sono reso conto, una volta di più di quanta saggezza ed intelligenza era dotato mio padre. A tutti noi lascia un grande insegnamento».
Berti, anche quando ha smesso di lavorare, cedendo il posto ai figli, ha sempre supervisionato la sua impresa chiedendo come andassero le cose. Ma non solo. «Alcuni giorni fa era venuto a spazzare il nostro magazzino – dice Lino – e aveva avuto da ridire perché non era in ordine». Negli ultimi 30 anni l’ottantasettenne aveva sviluppato una grande passione per il volo. «Una passione nata per caso – spiega il figlio dell’imprenditore – che però si è davvero goduto fino alla fine. Di questo siamo felici perché nella sua vita ha tanto lavorato e quindi aveva il diritto di fare una cosa che amava». Tutti hanno sempre saputo che Beppone era un uomo generoso. Spesso però i suoi figli sono rimasti stupiti dai gesti che aveva compiuto nei confronti di altre persone in difficoltà senza mai dire nulla. Un grave lutto aveva colpito Beppone alcuni anni fa: la morte del figlio. «Per lui fu un colpo tremendo – ricorda Lino – ma da quel giorno forse ha lavorato ancora di più, per farsi forza, per non pensare». «Un grande lavoratore, un grande uomo, un uomo attento che ha pensato sempre alla sua famiglia e agli altri – ricorda Rolando Di Vincenzo che come Berti abita a Terrarossa – Una persona di una grande correttezza con la quale ho collaborato come amministratore e personalmente. Mai una lamentela, solo lavoro e umiltà». I funerali di Giuseppe Berti nel pomeriggio di mercoledì 30 ottobre. —
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