Il Tirreno

Grosseto

Soluzioni anti-lupo. Le guardie forestali di Bolzano a lezione dagli allevatori locali

Fiora Bonelli
Foto di gruppo per la guardie forestali giunte da Bolzano per visitare le aziende del territorio
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Foto di gruppo per la guardie forestali giunte da Bolzano per visitare le aziende del territorio

Con Coldiretti e i carabinieri forestali hanno fatto visita ai pastori del Grossetano per conoscere la loro esperienza 

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I bolzanini vengono a imparare da maremmani e amiatini come si fa prevenzione contro i predatori. Le guardie forestali della Provincia autonoma di Bolzano hanno visitato alcune aziende di allevamento del Grossetano per imparare come si fa prevenzione contro gli attacchi predatori. Hanno scelto proprio la provincia di Grosseto in quanto è la più colpita dagli assalti dei predatori sia a livello regionale che nazionale.

La visita è stata organizzata da Coldiretti e in particolare dal suo segretario di zona di Manciano Christian Serra. Le guardie forestali di Bolzano sono state accompagnate dai carabinieri forestali della stazione di Manciano che hanno fatto gli onori di casa. Fra le aziende visitate venerdì c’è anche quella di Virgilio Manini di Saturnia, uno fra gli allevatori storici che è stato fra i primi nel Grossetano a segnalare l’insostenibilità delle predazioni per gli allevamenti e la necessità di trovare qualche soluzione per fronteggiare una problematica che comunque, dopo venti anni, è irrisolta e costringe aziende a chiudere e a allevatori a uscire di scena.

Manini si è messo a disposizione delle guardie forestali e ha spiegato approfonditamente il quadro della sua azienda. «La provincia di Bolzano – dice – ha mandato da noi le sue guardie forestali per capire come nel Grossetano facciamo prevenzione. Siamo infatti fra le zone più colpite d’Italia e la prima Provincia ad aver cominciato una serie di azioni contro questa emergenza. Da loro, a Bolzano, i predatori stanno arrivando adesso e quindi le istituzioni si stanno muovendo per proteggere la loro ricchezza di allevamenti. I nostri politici dovrebbero prendere esempio da loro. Qui nella mia azienda si sono presentati in trenta, fra guardie semplici, sottoufficiali e ufficiali. A loro per quasi due ore ho raccontato la situazione del Grossetano e il massacro che avviene nei nostri pascoli. Ho detto che io stesso la scorsa settimana ho avuto tre attacchi consecutivi, ma ho voluto sottolineare che l’unico modo per far stare tranquille le pecore nel pascolo libero sono i cani da guardiania. Ho detto anche la mia opinione sulle recinzioni e il fatto che i recinti antilupo mi convincono poco soprattutto per problemi sanitari, e che semmai occorre aumentare le superfici degli spazi notturni dei capannoni dove custodire il gregge. Naturalmente ho ribadito che questa convivenza lupo/pecora non è serena ma forzata, perché al momento non si vedono altre vie di uscita se non quelle indicate. Ringrazio dunque le guardie forestali per questa visita, la Coldiretti di Manciano che l’ha organizzata e i carabinieri forestali di Manciano e il loro comando provinciale che ci hanno accompagnato e supportato». –
 

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di Redazione web