Il Tirreno

Grosseto

Onda, Bernardo, Goccia e gli altri I cuccioloni che portano felicità

sara landi
Onda, Bernardo, Goccia e gli altri I cuccioloni che portano felicità

Lucia Franci racconta gli interventi assistiti con animali dell’onlus  Dal percorso al Misericordia all’ingresso in Rsa e case famiglia  

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la storia

sara landi

Negli anni Cinquanta uno psichiatra infantile, Boris Levenson, si accorse che un suo piccolo paziente con autismo stava meglio solo per il fatto di aver giocato e interagito con il golden retriever dello specialista prima di iniziare la seduta. Da questa osservazione fortuita è nata la teorizzazione di quella che tutt’oggi chiamiamo comunemente pet therapy anche se sulla base delle nuove linee guida si deve parlare più correttamente di interventi assistiti con animali (Iaa).

Lucia Franci (nella foto) racconta come funziona nella pratica ripercorrendo le tappe di Dog4Life in provincia di Grosseto. «Il primo progetto in Maremma risale all’aprile del 2015 – spiega – e si è svolto all’interno del Centro Mare, un centro diurno per disabili gestito dalla cooperativa Uscita di Sicurezza a Orbetello. Il 28 ottobre 2015 abbiamo invece cominciato ufficialmente la collaborazione con l’ospedale Misericordia di Grosseto e con l’Asl partendo dall’ambulatorio di leniterapia e dall’hospice dove operano anche gli amici della Farfalla». Col tempo la presenza di Dog4Life al Misericordia si è rafforzata ed espansa: dal 2017 Dog4Life è presente nel reparto di pediatria e dall’anno successivo anche al pronto soccorso pediatrico, con un ulteriore sogno che si realizzerà a breve e che riguarda sempre i più piccoli: il progetto di accompagnamento chirurgico del bambino dalla stanza di degenza alla sala operatoria.

«Avere a che fare con la sofferenza dei bambini e dei loro familiari e con persone che sanno di essere accompagnati nella fase terminale della loro malattia non è affatto facile – dice Lucia Franci – Quello che constatiamo è che il feeling dei bambini con i cani è immediato e subito riescono a distaccarsi dalla situazione traumatica che stanno vivendo. I bambini giocano al dottore coi cani, misurano la pressione, fanno prelievi, auscultano il cuore: ripetono gesti che fanno parte della loro routine ospedaliera e esorcizzano la paura. Da parte degli adulti c’è invece più resistenza, quantomeno all’inizio: prima tengono le bestiole lontane ma dopo un po’ fanno a gara per regalare loro dei bocconcini o per accarezzarli».

A questo punto è giusto menzionare gli “angeli a quattro zampe” che portano leggerezza e sorrisi anche dove è più difficile. I pionieri sono Onda, Bernardo e Goccia ma a loro si sono aggiunti nel tempo anche altri cani: Blu, Mora, Paddy, Kira, Ginger, Love e Cally. Le operatrici di Dog4Life, oltre alla referente già citata, sono Patricia Dubois Zanini, Gessica Rossi, Ludovica Borghi, Jessica Tecchi e Fiorenza Beltrame.

In leniterapia e hospice Dog4Life interviene con due operatrici e due cani, in pediatria e pronto soccorso pediatrico con quattro operatrici e altrettanti cani. Il mercoledì è il giorno dedicato alla pet therapy in ospedale ma l’organizzazione è presente con i suoi progetti anche in altre realtà. «Abbiamo fatto un bel progetto con gli anziani ospiti della rsa Costa d’Argento di Orbetello che è gestita dalla cooperativa Uscita di Sicurezza – spiega Franci – In quel caso l’intervento era finanziato dal Rotary. E sempre per citare strutture gestite da Uscita di Sicurezza siamo intervenuti nelle case famiglia Il Canneto e Valle Maggiore che ospitano persone con disturbi psichiatrici». Poi ci sono le scuole dove la pet therapy può essere impiegata efficacemente per la prevenzione del bullismo: qui la difficoltà è legata però ai fondi sempre più scarsi che gli istituti scolastici possono dedicare a questo tipo di interventi.

Dog4Life è una onlus che si sostiene con le raccolte fondi e le donazioni. Ogni anno viene organizzata una vendita di panettoni e pandori per il proprio sostentamento ed è stata ideata una mascotte, il peluche Angel con la pettorina e il logo di Dog4Life: anche acquistando o regalando il peluche si aiuta direttamente l’organizzazione. Ma la generosità verso il progetto si manifesta anche in altre forme. «Tre anni fa la Fondazione Bertarelli ci ha sostenuto con una donazione per il progetto in leniterapia – dice Franci – mentre l’anno scorso abbiamo organizzato una grande cena di autofinanziamento a cui hanno partecipato come ospiti i Musica da ripostiglio mentre tante aziende del Grossetano e del Senese ci hanno messo a disposizione prodotti per la lotteria. È stato davvero un bell’evento. Ora continuiamo a lavorare per il prossimo grande obiettivo: avere una sede operativa in città. Al momento La Farfalla, con cui condividiamo anche l’esperienza all’interno del Mosaico del Volontariato, ci mette a disposizione una stanza per gli interventi che non si svolgono in ospedale ma abbiamo bisogno di una sede tutta nostra».

Basti pensare al grande impegno nel campo della formazione e dell’aggiornamento continuo dei propri operatori che necessita di spazi adeguati. E poi c’è l’altra missione di Dog4Life, preparare cani assistenti capaci di accompagnare nella vita quotidiana le persone con disabilità motoria. «In questo caso utilizziamo un innovativo protocollo messo a punto da Luca Migliavacca anche sulla base delle sue esperienze all’estero – dice Lucia Franci – e che è totalmente calibrato sulle esigenze della persona che ne fa richiesta e per lui a costo zero». —

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di Redazione web