Il Tirreno

Grosseto

via cimabue 

«Non rispetteremo quell’ordinanza»

P.S.
«Non rispetteremo quell’ordinanza»

L’assemblea condominiale ha deliberato all’unanimità Il Comune sollecita il ripristino del doppio senso di marcia 

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GROSSETO. L’assemblea del condominio di via Cimabue ha deciso che non darà seguito all’ordinanza dirigenziale del 10 ottobre scorso con la quale il Comune aveva disposto il ripristino della circolazione stradale nel tratto antistante l’edificio interessato dal crollo di un solaio, avvenuto nello scorso agosto: l’amministrazione - è il senso dell’ordinanza - vuole ripristinare il doppio senso di marcia dopo aver recepito le proteste degli esercizi commerciali, che hanno visto penalizzate le proprie attività.

Lo ha deciso all’unanimità venerdì sera, nel corso dell’assemblea convocata anche e soprattutto per questo punto all’ordine del giorno. Gli otto condomini ritengono di non essere in grado - e nemmeno di essere obbligati - di sostenere nuove spese, oltre quelle cui si trovano già a far fronte: ciò perché, così hanno messo nero su bianco, la responsabilità del crollo è eventualmente da attribuire ad altri soggetti, cioè a quelli indagati nel decreto di sequestro della Procura della repubblica. Le spese da sostenere, secondo quanto contenuto nell’ordinanza, sono quelle legate all’installazione della segnaletica. Un nuovo studio ha stabilito che possono essere ricavate due corsie di marcia dai sei metri che rimangono a partire dal termine della delimitazione dell’area di sicurezza e che quindi può essere di nuovo istituito il doppio senso di marcia.

L’opposizione manifestata dal condominio avrà come conseguenza che sarà il Comune a provvedere alle modifiche, per poi rivalersi sui proprietari interessati. Si arriverebbe così a una causa civile e in questo modo potrebbero essere attivate le assicurazioni; sarebbero queste ultime, anziché i proprietari (che sono fuori dalle abitazioni e che ancora non possono rientrare), a pagare al Comune quanto dovuto.

Nel corso della riunione di venerdì, i condomini hanno osservato che le modifiche alla viabilità nella zona circostante il condominio sono già state realizzate dal Comune nell’ambito dei propri compiti istituzionali e che soluzioni di viabilità diverse da quelle già assunte non sono da attribuire a valutazioni tecniche ma politiche (in riferimento al punto in cui si parla di «numerose e ripetute richieste di inversione del senso di marcia istituito sulla via Cimabue inoltrate dagli esercenti della stessa a seguito di un evidente e sensibile penalizzazione delle loro attività commerciali»). Il fabbricato di via Cimabue tra i civici 1 e 7 risulta ai condomini in stato di assoluta sicurezza e tale risulta a loro anche la fascia di terreno immediatamente circostante.

Da tutte queste valutazioni è scaturita la decisione di non ottemperare all’ordinanza del settore polizia municipale. Resta invece in sospeso la questione degli eventuali ricorsi al Tar - per il quale c’è tempo fino alla metà di dicembre - e al Presidente della repubblica - fino ai primi di febbraio. Ciò perché i condomini vogliono esaminare prima i risultati della perizia disposta dalla Procura come anche dell’accertamento tecnico preventivo che viene promosso parallelamente. Una volta che tali esiti saranno disponibili, il condominio si riunirà di nuovo per prendere decisioni. — P.S.



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