Toscana
Scomparso da più di un mese Nuovo appello dei familiari
Enrico Prosperi non si trova ancora: «Aiutateci ad arrivare alla verità» L’unica segnalazione attendibile è quella della mattina del 14 settembre
È passato più di un mese da quando Enrico Prosperi, 52 anni, è uscito da casa, è salito su un autobus ed è arrivato in via Inghilterra, lasciando sul mezzo il portafogli e il telefono cellulare. Dal 14 settembre sono passati 41 giorni, contati dalla sorella Mara e dal fratello Umberto, come i grani di un rosario recitato senza che nessuno ascoltasse quella preghiera: ritrovare Enrico, che è scomparso, inghiottito nel nulla dalla città dove è nato e dove ha sempre vissuto. I suoi familiari, che lo cercano come disperati da quella mattina, non si arrendono. «Ora però vogliamo sapere la verità - dice la sorella - anche se non ci dovesse piacere. Ma ne abbiamo bisogno per andare avanti. È incredibile che Enrico sia potuto scomparire così, senza lasciare traccia. È incredibile che sia successo in una città come Grosseto».
Di segnalazioni ne sono arrivate tante, alla polizia, sul gruppo Facebook aperto proprio per raccogliere indicazioni e suggerimenti, sulla chat aperta su Whatsapp. Luoghi virtuali ancora aperti e frequentati: Enrico Prosperi lo conoscono tutti a Grosseto e tutti lo cercano. Ha problemi psichiatrici, deve assumere dei farmaci che certamente non prende da quando è scomparso, sente le voci e parla con un amico immaginario. Ma è buono come il pane e benvoluto da tutti. La sera prima della sua scomparsa era in centro, come sempre. «Ce l’hai una sigaretta?», ripeteva a chi incontrava. E tutti quelli che avevano un pacchetto in tasca, davanti a quell’uomo senza l’arcata dentale superiore, lo tiravano fuori per dargliela. «Lo stanno cercando in tanti e ci siamo resi conto - aggiunge la sorella - che in città era davvero benvoluto. Ma le segnalazioni che abbiamo ricevuto sia noi che le forze dell’ordine non ci hanno portati da nessuna parte. O meglio, non hanno riportato Enrico a casa».
Prosperi, la mattina del 14 settembre, è salito su un autobus della Tiemme ed è arrivato con quello nella zona di via Inghilterra. Impossibile che anche là non lo conoscessero: il cinquantaduenne camminava come un forsennato, nonostante il suo passo lento e un po’ strascicato. «L’ultima segnalazione attendibile è stata fatta quel giorno - dice ancora Mara - È stato visto all’altezza della rotatoria che si trova sulla Senesa, vicino a Mc Donald’s». Qualche volta si era fermato a guardare verso la caserma ex Ansaldo . Le forze dell’ordine lo hanno cercato anche lì, ma del cinquantaduenne non è stata trovata alcuna traccia. «Mio marito ha scritto a chi ha dei poderi nella zona - dice Mara - per chiedere loro di controllare i terreni o di far entrare le forze dell’ordine che lo stanno cercando. Mio fratello non si trova da nessuna parte, è come se si fosse volatilizzato, qui, a Grosseto». In una città dove bene o male ci si conosce tutti, dove i manifesti con la foto del cinquantaduenne sono appesi in quasi tutti i negozi, dove il tam tam su Facebook e su Whatsapp è continuo. Enrico non si trova, Enrico è sparito e nonostante l’appello fatto anche alla trasmissione “Chi l’ha visto?”, di lui si è persa ogni traccia.
«Io non so davvero più cosa pensare - dice Mara Prosperi - Non credo che si sia addentrato in un bosco da solo, aveva paura e non penso che la possa aver superata solo perché aveva deciso di allontanarsi da casa». Le segnalazioni sono arrivate da varie zone della provincia. Una delle più convincenti sembrava quella di chi lo aveva visto a Ribolla. Ma secondo le forze dell’ordine che lo stanno cercando, nel paese minerario Enrico non ci sarebbe mai arrivato. L’epicentro di questa scomparsa è Grosseto, zona via Inghilterra. Lì il cinquantaduenne c’è arrivato davvero, poi da lì però, le sue tracce si sono perse, almeno per questi 41 giorni.
La famiglia, quando non lo aveva visto tornare a casa per pranzo, il sabato, aveva dato l’allarme sporgendo denuncia alla questura. Poliziotti, carabinieri, finanzieri, coordinati dalla Prefettura, si sono messi a cercarlo ovunque, insieme ai vigili del fuoco. Sono arrivati anche i cani molecolari, per cercare una traccia dell’uomo che sta tenendo la città con il fiato sospeso da più di un mese. «Se si fosse sentito male qui o se avesse avuto un incidente - dice ancora Mara - lo avremmo saputo. E invece è come se un buco nero lo avesse inghiottito». È successo almeno un’altra volta: quando Antonio Proia a Follonica, uscì per andare a cercare funghi con i suoi familiari. Da allora, non è stato più ritrovato. —
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