Sicurezza
«Faccio parte della Cia» ma non è vero: uomo di 43 anni nei guai
FOLLONICA. Il suo nome e il suo cognome non voleva proprio dirli, sperando forse di farla franca davanti all’alt dei carabinieri che lo avevano fermato. Ma quello stratagemma non gli è servito a nulla, anzi: proprio per tutta quella sequenza di generalità false, sciorinate una dietro l’altra ai militari della stazione di Follonica, la Procura ha chiesto nei confronti dell’uomo il rinvio a giudizio.
L’episodio è successo a settembre dell’anno scorso a Follonica. I carabinieri lo hanno fermato e quando gli hanno chiesto nome e cognome, prima ha detto di essere il comandante della guardia di finanza di Livorno, poi di appartenere alla Cia e di far parte quindi dei servizi segreti americani. E in entrambi i casi, lui che si chiama Roberto Mazzà e che è nato ad Adelaide, in Australia, ma che abita a Caulonia, una paese in provincia di Reggio Calabria e ha 43 anni, ha detto di chiamarsi Roberto Livorno e successivamente Giuseppe Poretti, di essere nato a Lugano, in Svizzera e di essere residente nella prestigiosa Corso Como a Milano.
I carabinieri non hanno potuto fare altro che denunciarlo per false generalità. Il pm Maria Navarro ha chiesto il rinvio a giudizio: l’uomo è difeso dall’avvocato Franco Ciullini. — F.G.
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