Il Tirreno

Grosseto

omicidio preterintenzionale 

Condannato a 8 anni per aver ucciso con calci e schiaffi. Lite per le sigarette

Pierluigi Sposato
Condannato a 8 anni per aver ucciso con calci e schiaffi. Lite per le sigarette

Il pestaggio del gennaio scorso nel garage di via Adriatico. Il pm aveva chiesto 12 anni, la difesa l’assoluzione 

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Condannato a 8 anni Trifan Costiniuc, romeno di 37 anni, operaio saltuario, già in carcere per l’omicidio preterintenzionale di Petru Leorda, 60enne, moldavo, avvenuto nella notte tra il 24 e il 25 gennaio di quest’anno nel garage di via Adriatico. Una lite per un pacchetto di sigarette, secondo quanto ricostruito.

Otto anni con il beneficio della riduzione di un terzo (sarebbero stati dodici) per la scelta del rito abbreviato; il giudice dell’udienza preliminare Marco Mezzaluna ha escluso l’aggravante delle circostanze di tempo e l’ora notturna ma ha riconosciuto quella relativa ai motivi futili dell’aggressione, con Leorda colpito al volto e al costato con calci e schiaffi. Costiniuc è stato condannato anche a versare una provvisionale immediata di 10mila euro (al risarcimento complessivo dovrà provvedere il giudice civile) alla parte civile Simion Leorda (avvocato Alessandro Peronaci), fratello della vittima; erano presenti in aula anche altri parenti, con l’avvocata Silvia Marioni. Interdizione dai pubblici uffici in perpetuo e interdizione legale per la durata della pena sono le pene accessorie inflitte dal giudice, che ha anche disposto la confisca e la distruzione dei capi di abbigliamento e degli altri reperti in sequestro, fatta eccezione per la roulotte e la bicicletta, che saranno restituiti all’imputato.

Questi, presente all’udienza, non ha parlato. Ma si è sempre detto estraneo alle accuse e ha sempre ribadito di non aver nulla da confessare perché nulla ha commesso. Di parere opposto il pm Maria Navarro, che ha chiesto la condanna di Costiniuc a 12 anni (partendo dai 18 anni del massimo previsto da questo tipo di reati), evidenziando le responsabilità dell’imputato e ritenendo che le attenuanti non potessero che essere al massimo equivalenti alle aggravanti.

Il difensore, l’avvocata Amanda Paoletti, ha invece chiesto l’assoluzione perché, in sintesi, non si riuscirà mai a sapere cosa è realmente accaduto quella notte. E se veramente le sigarette avevano costituito il motivo della lite, il difensore aveva invitato il giudice a considerare la provocazione, al posto della contestazione dei futili motivi. L’avvocata Paoletti ha evidenziato che se è attribuito a Costiniuc il mozzicone di sigaretta, su cui è stato trovato il dna sia di Costiniuc sia di Leorda, ciò non prova che si avvenuta una lite, tantomeno futile; e che la goccia di sangue trovata sotto la scarpa di Costiniuc non prova automaticamente che sia avvenuto il pestaggio. Contraddizioni e ricostruzioni diverse rese nel tempo dal testimone principale rendono difficile per il legale dell’imputato individuare una dinamica univoca e priva di incertezze. Da queste considerazioni la richiesta di assoluzione, o in subordine l’esclusione delle aggravanti, la prevalenza delle attenuanti sulle aggravanti e il minimo della pena.

Il confronto in aula tra accusa e difesa si è protratto per meno di mezz’ora, repliche comprese. Il giudice è rimasto un’ora in camera di consiglio per la decisione.

Adesso c’è attesa per il deposito delle motivazioni, che avverrà entro il 21 dicembre; durerà fino a questo termine, per espresso provvedimento del giudice, anche la fase della custodia cautelare di Costiniuc. —
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa