Gioco
«Presidiamo a oltranza Così non si tutela affatto la dignità umana»
I rappresentanti di Asia «Uno spiegamento di forze esagerato, con gli stessi soldi si sarebbe potuta trovare una sistemazione dignitosa»
GROSSETO. «Oggi sono state spese non so quante decine di migliaia di euro pe un esagerato spiegamento di forze dell’ordine», commenta con amarezza Matteo Di Fiore del sindacato Asia che – fin dalla mattina – con altri referenti del sindacato ha raggiunto via Giordania per dare sostegno ai suoi associati.
«Con gli stessi soldi – continua – forse si sarebbe potuto trovare qualche soluzione ragionevole e dignitosa per gli abitanti della zona, magari assegnando un’altra area pubblica-demaniale a questo tipo di attività». Nel complesso, dice Di Fiore, è stata «una giornata esagerata: Grosseto oggi ha purtroppo conosciuto questo lato dello Stato che porta a non mettersi al servizio degli ultimi bensì ad allontanarli, marginalizzarli sempre di più, senza tutelare la dignità umana. Lo sgombero è in corso – continua Di Fiore – e si spera che al termine di questo, per le persone che attualmente sono senza sistemazione o lo saranno a breve, si possa trovare al più presto una soluzione dignitosa. Anche i servizi sociali – fanno eco (sempre di Asia) Fernando de Luca, Antonio Montino e Andrea Nannerini – non hanno strumenti adeguati per gestire una decisione politica di questo tipo, né risorse». Asia, ieri nel tardo pomeriggio, era ancora lì a fianco degli associati promettendo «un presidio a oltranza e permanente in solidarietà con gli abitanti della zona: chiederemo all’amministrazione comunale di trovare un alloggio e una sistemazione immediata a queste persone, perché possano vivere in maniera dignitosa. Questo blitz, nato per ottemperare all’ordinanza sindacale, ha lasciato queste persone a loro stesse, senza che si faccia cenno a come aiutarle o a quali sistemazione offrire da qui in poi». E quindi? Cosa ne sarà?
Eugen Manescu è uno dei rumeni che vive da solo in una roulotte ai margini della piazza.
«Ho una roulotte mia – dice – Faccio lavori occasionali in campagna, ma quello che porto a casa a fine mese è poco: pochissime le ore di lavoro. A settembre ho potuto farne solo 21. Non ho soldi per pagare l’assicurazione», dice. «Vivo qua come un disperato». Si dice in difficoltà anche Constantina Muntianu, accanto al marito Catalin Merla «che soffre - dice in lacrime - di grossi problemi di salute: io non lavoro, lui non lavora, lui aspetta di fare un intervento e siamo disperati». — El. G.
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