Italia
Grosseto città più calda d’Europa: la colonnina ha raggiunto 28 gradi
La temperatura registrata lunedì dal termometro della Base Baccarini resterà negli annales degli autunni più roventi
GROSSETO. Lunedì 21 ottobre 2019 è un giorno che resterà negli annali degli studiosi e degli appassionati di clima, perché a Grosseto si è toccata la temperatura di 28 gradi (registrata al termometro della Base Baccarini), record assoluto di sempre per l’ultima decade di ottobre. Il precedente era stato stabilito nell’ottobre del 2001, quando la colonnina di mercurio si era fermata a 27, 8 gradi. Non solo. Stando a ciò che scrivono su Twitter esperti nazionali e internazionali, come Giulio Betti del Cnr e Etienne Kapikian di “Meteo France”, Grosseto – sempre nella giornata di lunedì – è stata la città più calda d’Europa: i 28 gradi, infatti, la pongono al primo posto con la località ungherese di Adony.
ANCORA ESTATE. E mentre in città iniziano gli allestimenti delle luci natalizie, pur essendo a fine ottobre, la Maremma esce da due settimane con caratteristiche estive – tant’è che in molti portano ancora le maniche corte – in netto contrasto con le indicazioni del calendario, a dimostrazione che l’autunno è ormai, a tutti gli effetti, un prolungamento ininterrotto dell’estate, con bagni fuori stagione – non solo di turisti del Nord Europa – a Principina, Alberese e Marina di Grosseto. «È così – conferma Roberto Costantini, responsabile della sede grossetana del Lamma Cnr-Ibimet – anche se dovremo pazientare ancora un po’e attendere il trascorrere del prossimo mese di novembre per delineare l’andamento definitivo di questo autunno, indubbiamente uno dei più caldi che si ricordi. Oggi possiamo invece fare l’analisi puntuale dell’andamento meteoclimatico dell’estate trascorsa, caratterizzata ancora una volta da temperature decisamente sopra la media climatologica e da una bassissima piovosità. Ecco, nel dettaglio, qualche numero che può tratteggiare con precisione il periodo dell’estate meteorologica, che inizia il 1° di giugno e termina il 31 agosto.
TEMPERATURE TOP. Nel capoluogo maremmano, per 81 giorni sui 92 complessivi del periodo estivo la temperatura ha superato i 30 gradi e in quattordici giornate siamo andati addirittura sopra i 35°. Il giorno in cui è stata registrata la temperatura più elevata è stato il 23 luglio, con 38, 2°. Va inoltre segnalato che nell’ultima settimana di giugno è arrivata l’ondata di calore più insistente: ben 6 giorni consecutivi (dal 24 al 29) con una temperatura massima superiore ai 36 gradi e un picco di 38 gradi il 29 giugno. Non solo. In quei giorni il senso di disagio è aumentato per le temperature minime notturne, che non sono mai scese sotto i 22 gradi. Insomma una settimana “tropicale”, a corollario di un trend termico complessivo, misurato sui valori medi, consistentemente superiore ai dati storici del periodo. Costantini commenta così, mettendoci il carico da undici: «La temperatura media di giugno è stata di sei gradi superiore al normale, mentre luglio e agosto hanno registrato temperature superiori alla media rispettivamente di 3, 3 e 3, 6 °C. Sulle minime stessa cosa: +3, 4 gradi a giugno e + 2, 7 gradi a luglio e agosto. In termini percentuali significa che le temperature minime sono state tra il 15 e il 23 per cento più calde del normale, mentre le massime hanno registrato un aumento compreso tra l’11 e il 24 per cento rispetto ai valori medi climatologici».
PIOGGIA... A GOCCE. Anche riguardo alle precipitazioni il dato è preoccupante. Solo in nove giornate, nell’arco dei 3 mesi, è caduta qualche goccia. Per la precisione è piovuto circa il cinquanta per cento in meno di quanto ci si sarebbe attesi: solo 43 millimetri invece degli 84 che negli ultimi trent’anni hanno costituito la media precipitativa estiva. «Luglio – aggiunge Costantini – ha però registrato una piovosità complessiva quasi doppia (34 millimetri) rispetto alla media climatologica (18 millimetri), mentre giugno e agosto sono stati decisamente avari di pioggia, con una diminuzione di circa il 90 per cento rispetto alla norma: a giugno solo 2 millimetri contro una media storica di 29 e ad agosto solo 6, contro 82 millimetri indicati dalla media. Insomma, un’accentuata siccità che ha fatto sentire i suoi effetti sulla produzione olivicola e sulla produttività delle coltivazioni foraggere e dei pascoli destinati agli ovini». Si tratta di un deficit idrico che speriamo possa essere recuperato a novembre e nel corso del prossimo inverno. –
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