Sicurezza
Filippo e Adriana Una giornata con i figli aspettando il confronto
I tre bambini sono stati affidati a una casa famiglia Ieri il viaggio in treno con i pacchetti regalo per i piccoli
Si sono presentati alla stazione di Follonica con tanti pacchetti regalo, pronti per prendere il treno che li avrebbe portati dai tre figli, oggi affidati ad una casa famiglia.
Lui con la faccia tirata, seria, lei più spensierata. Filippo Andreani e Adriana Pereira Gomes, la coppia indagata per omicidio volontario in concorso oltre che per occultamento di cadavere, vive ancora a Riotorto, nell’appartamento di Simonetta Gaggioli, la donna ritrovata cadavere lungo l’Aurelia lo scorso 3 agosto.
I due possono vedere i tre figli due volte a settimana e ieri è stato un giorno di festa per loro.
La morte della madre di Filippo Andreani resta ancora un mistero ma i carabinieri del nucleo investigativo durante questi lunghi mesi hanno effettuato molti approfondimenti e hanno ascoltato tutte le persone che potevano avere un collegamento con la Gaggioli, con il figlio e con la nuora. Il tentativo è quello di dimostrare che il cadavere della vittima è stato portato a bordo dell’auto del figlio. E su questo sembra che siano emerse delle certezze. Nonostante questo, ad oggi alla coppia non è arrivata nessuna notifica, se non l’invito a comparire in Procura a Livorno per un nuovo interrogatorio che si terrà nel giro di pochi giorni. Questo perché la versione dei fatti che i due hanno fornito presenterebbe alcune lacune.
Il fatto che il figlio di Simonetta, Filippo, sia indagato non solo per occultamento di cadavere ma anche per omicidio, ha destabilizzato gli amici e la famiglia della Gaggioli».
Cara amica mia, tu sempre ti sei sacrificata al di là di ogni lecita immaginazione», ha scritto un amico della donna sui social, riferendosi al sostegno che Simonetta ha sempre dato al figlio. «Tu che potevi condurre una vita tranquilla e dignitosa con una pensione guadagnata in anni ed anni di lavoro qualificato e ad altissimo livello professionale. Invece eri costretta dall’amore a centellinare ogni euro per sopravvivere».
Il medico legale Luigi Papi deve ancora depositare la relazione finale che risponderà, probabilmente a molti quesiti. Gli esami dovrebbero essere conclusi ma il tempo più richiesto, venti giorni, servirebbe per scrivere una relazione dettagliata. Sul corpo della donna non sarebbero stati trovati segni di violenza e l’ipotesi è che la Gaggioli sia morta in seguito all’assunzione di medicinali. —
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