Il Tirreno

Grosseto

il colpo 

Rubano i soldi dell’associazione di volontariato

Sara Landi
Rubano i soldi dell’associazione di volontariato

Il tesoriere aveva portato a casa sua il ricavato dei mercatini La cifra serviva per acquistare alcuni mobili per la sede

3 MINUTI DI LETTURA







Quando i ladri hanno trovato quella cassettina contenente le donazioni ricevute nell’ultimo periodo dalla sezione di Grosseto dell’Associazione Italiana Persone Down (Aipd) non si sono fatti scrupoli e hanno portato via anche quella, con i circa 500 euro contenuti al suo interno e raccolti con impegno e fatica – fino all’ultimo centesimo – dai ragazzi dell’associazione e dai loro genitori. Così un furto in appartamento, oltre al danno per la famiglia che lo ha subito, ha finito per colpire anche un’associazione di volontariato stimata e impegnata nel favorire l’autonomia e l’integrazione delle persone con la sindrome di Down.

A dare la notizia è stata la stessa associazione con un post su Facebook pubblicato nella tarda serata di lunedì. «Ci sono delle indagini in corso che voglio tutelare – dice la presidente di Aipd Grosseto Sara Restante – però posso dire che il furto non è avvenuto nella nostra sede operativa di via Inghilterra 45. I soldi, raccolti organizzando mercatini e partecipando a eventi benefici e grazie alle donazioni e alle offerte dei nostri sostenitori, non erano ancora stati versati sul conto corrente dell’associazione perché dovevano servire a breve all’acquisto di mobili e arredi per la stanza dell’autonomia in cui i ragazzi sotto la guida degli operatori imparano tutte quelle competenze che sono necessarie nella quotidianità e nella vita di tutti giorni, tra cui l’uso del denaro». I soldi raccolti e conservati in quella cassettina erano dunque uno strumento per realizzare un nuovo progetto di autonomia: i ragazzi, con la guida degli operatori dell’Aipd, sarebbero andati a scegliere e acquistare i materiali e gli arredi per la loro stanza.

«I soldi erano già suddivisi per i diversi acquisti che andavano fatti – dice amareggiata Sara Restante – Era specificata la loro destinazione e il motivo per cui erano stati raccolti e custoditi lì. Fa male davvero pensare che non ci si fermi neanche di fronte a della beneficenza. Quanto alla cifra per noi è ingente perché per tante persone anche dare un piccolo contributo è un sacrificio ed è per questo che siamo sempre grati a coloro che ci seguono e ci sostengono in qualunque forma».

Un affetto che tutta l’associazione ha potuto percepire anche dopo che la notizia del furto si è sparsa in città. «Tantissime persone ci hanno chiamato indignate e per esprimerci solidarietà – dice Restante – e anche su Facebook tanti hanno voluto commentare la notizia. Condividono con noi il senso di rabbia e di amarezza per quanto successo». Appena ieri, quando ancora non si sapeva del furto, Il Tirreno ha raccontato grazie all’iniziativa “Io e te. Associamo i cuori” l’impegno delle famiglie e degli operatori di Aipd che dal 1979 (in provincia di Grosseto da una quindicina di anni) lottano quotidianamente contro i pregiudizi e gli stereotipi che riguardano chi nasce con questa condizione genetica, la trisomia 21, affinché tutti possano avere la miglior qualità della vita possibile ed essere ben inseriti a scuola, in società e nel mondo del lavoro. In fondo a questa brutta storia una nota positiva però c’è e la rivela la stessa presidente. «Come associazione – dice Sara Restante – abbiamo subito sporto denuncia alle autorità competenti e siamo fiduciosi nel loro lavoro. E poi tante persone hanno già dato la loro disponibilità ad aiutarci e questo ci ridà fiducia e ci aiuta ad andare avanti». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web