Il paese perde Valerio Bucciotti Bancario dalle grandi passioni
Per anni stimatissimo direttore generale della Bcc, eccelse in tanti campi Fondò complessi e orchestre, i suoi ritrovi culinari divennero un’istituzione locale
Pitigliano. Da ieri pomeriggio Pitigliano è avvolta in una coltre di tristezza: se n’è andato precocemente e in maniera repentina, a 69 anni, Valerio Bucciotti. . Raccontare chi è stato Valerio Bucciotti è semplice e complicato allo stesso tempo. È semplice se lo facciamo in sintonia con il suo stile di persona autentica e genuina, uno stile che ci induce a definirlo persona di altri tempi. È altresì complicato raccontare l’uomo pieno di interessi variegati: in ogni campo ha messo in mostra intelligenza e professionalità, qualità che gli hanno permesso di eccellere.
Partendo dalla sua professione, Bucciotti è stato per tanti anni il direttore generale della Banca di Credito Cooperativo di Pitigliano, l’istituto di credito dove entrò come dipendente e dove ne è uscito nel ruolo di direttore generale e autentico punto di riferimento contribuendo all’espansione della banca nelle filiali aperte in provincia di Viterbo e a Piancastagnaio, che tuttora sono fiori all’occhiello dell’attuale Banca Tema. Quello di direttore generale è un ruolo difficile e delicato che Valerio Bucciotti ha sempre saputo assolvere con professionalità, saggezza e concretezza, mantenendo sempre ben saldi i suoi principi e il suo modo di essere che hanno costantemente privilegiato l’amore per Pitigliano e con esso lo stimolo a dare sempre il massimo per la sua terra.
Una perfetta conoscenza delle singole persone, delle famiglie e delle attività produttive gli hanno sempre consentito di essere in sintonia con tutti. E l’attaccamento alla propria terra lo ha costantemente dimostrato con i fatti, sia nella vita lavorativa che in quella privata.
Valerio Bucciotti non è stato soltanto una eccellenza nel mondo del lavoro: ha sempre coltivato i suoi hobby con lo stile e la qualità che lo ha contraddistinto in tutti i campi.
La musica è stata la sua grande passione, da giovanissimo fondò il complesso “Le Anime Dannate”, erano gli anni della rivoluzione culturale con i giovani che avevano un diverso approccio al mondo. Con alcuni amici Valerio unì la passione per la musica con la ventata di novità che stava soffiando sul mondo e “Le Anime Dannate” fecero scalpore tanto da pubblicare un 45 giri che nel corso degli anni è diventato un autentico cult. Valerio Bucciotti amava ricordare quel periodo e, sebbene il suo modo di essere lo portava a non esaltare i suoi traguardi, si intuiva che è sempre rimasto orgoglioso di quell’esperienza. E quando gli veniva rammentata, si percepiva che ne era lusingato.
Da adulto è stato per tanti anni il maestro del corpo bandistico “Vincenzo Testa” di Pitigliano: sotto la sua direzione la banda ha vissuto periodi di grande vitalità e successi grazie anche alla sua personalità che produceva tantissime adesioni al corpo bandistico. Una volta archiviata questa esperienza, Valerio volle rimanere nel mondo della musica fondando una piccola orchestra denominata “Esperienza Jazz” dal cui nome si evince lo stile musicale che prediligeva. Anche in questo passaggio emersero le sue qualità perché in effetti Valerio puntava sempre in maniera naturale al top senza però esigerlo.
Un’altra sua grande caratteristica è stata quella di saper interloquire con tutti indistintamente e gli amici hanno avuto modo di apprezzarne le qualità anche ai fornelli. Sembrerà strano ma Valerio era fatto così, amava anche la cucina ma soprattutto amava stare con gli amici, quelli che lui definiva gli “amici veri”. Era ormai diventata una consuetudine che organizzasse, insieme a Luigi Bisconti e a Massimo Celata, un ritrovo culinario dove la sagacia e l’arguzia avevano lo stesso spazio del menù. Occasioni che sono diventate indimenticabili perché insieme agli amici pitiglianesi venivano invitati gli amici della Maremma e in quei frangenti Valerio dimostrava il grande dono dell’ospitalità: gli ospiti non dovevano sentirsi tali ma era suo compito farli sentire a casa. Riusciva benissimo in questo intento: indossava il grembiule e cucinava in maniera sublime, e poi le battute a braccio creavano un’atmosfera magica e unica.
Valerio Bucciotti è stato questo e molto altro, si potrebbero raccontare ancora molteplici sue passioni come i viaggi oppure come le settimane bianche trascorse sempre con un nutrito gruppo di pitiglianesi, senza dimenticare l’amore per la terra per la natura e per la realtà contadina, valori che gli sono stati trasmessi dalla sua famiglia e che lui ha fatto propri per l’intera vita.
Valerio è stato anche un marito fantastico e premuroso che lascia l’amata moglie Anna Maria, una figlia meravigliosa come Federica che lo ricorda non soltanto nei tratti somatici ma anche nello stile e nell’eleganza di porsi e poi l’amatissima nipotina Adele che stravede per un nonno così speciale. Valerio se ne è andato all’età di 69 anni, decisamente troppo pochi per chi ha dato tanto alla vita e per chi come lui avrebbe ancora potuto dare tanto. –
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
