Il Tirreno

Grosseto

MASSA MARITTIMA, politica e veleni 

I Repubblicani lasciano le commissioni

Giulia Sili
I Repubblicani lasciano le commissioni

Dopo i rappresentantti del Carroccio, anche i membri della maggioranza se ne vanno: per Giuntini sono incomprensioni

2 MINUTI DI LETTURA







«Un forte malcontento»: così Alessandro Giuliani definisce il clima all’interno della maggioranza di Massa Marittima.

I consiglieri della Lega ma anche, e soprattutto, i consiglieri del partito Repubblicano presenti in maggioranza, hanno scelto di formalizzare le proprie dimissioni da tutte le commissioni consiliari in cui erano presenti. «Da fine luglio – dice Giuliani – avevamo trovato un accordo sulle presidenze delle commissioni e la sera stessa in cui dovevamo fare le elezioni dei presidenti il Pd ha cambiato le carte in tavola e noi non ci stiamo. La protervia non ci piace. Siamo per la trasparenza e la coerenza». «Crediamo non sia mai accaduto prima – affermano i due esponenti del Carroccio, Loredana Bussola e Daniele Brogi – che un sindaco escluda quasi totalmente la minoranza dal rappresentare le commissioni, ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è il teatrino in seno alla stessa maggioranza, teatrino che ha visto il sindaco Giuntini escludere i consiglieri Repubblicani da ogni carica a cui sono seguite poi le loro dimissioni dalle commissioni».

Per la Lega aver assegnato al ventiduenne Lorenzo Balestri la presidenza di due commissioni importanti come quella dei lavori pubblici e del turismo sarebbe «la prova provata della volontà di Giuntini di essere e rimanere un uomo solo al comando». «Noi come Lega rifiutiamo questa impostazione e nel rinunciare ai tavoli di queste inutili commissioni c’è di fatto la convinzione che come paese non possiamo più permetterci simili azioni da parte dell’amministrazione – continuano Brogi e Bussola – tanto più da questa che prometteva ai cittadini un cambio di passo e di atteggiamento». «Le commissioni sono consultive e non obbligatorie – afferma Giuntini – ma sono comunque uno strumento per i consiglieri. È un modo per mandare in consiglio i consiglieri maggiormente informati, e chi ha scelto di starne fuori secondo me fa un errore perché pensa di sapere giù tutto. Queste forme di protesta – continua il primo cittadino – hanno poco senso perché non mettono in condizione di arrivare preparati ai consigli comunali».

Per il primo cittadino non ci sono però stati accordi disattesi ma, piuttosto, un’incomprensione che è stata affrontata con impulsività dai Repubblicani. «C’erano delle richieste che non sono state sviscerate e quella delle dimissioni è un modo di comportarsi improvvisato – afferma il sindaco – In maggioranza prima si chiedono spiegazioni e solo dopo si agisce. Il capogruppo aveva anche provato a cercare di riparare ma si è scelta altra strada». Nonostante questo per Giuntini non c’è crisi all’interno della maggioranza: «Non sono preoccupato – conclude – perché su temi che sono alla base dell’alleanza c’è unità di intenti». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa