Il Tirreno

Grosseto

la vicenda 

Quegli spari in via Gramsci nel pomeriggio dell’8 marzo 2004

P.S.

Il professionista aveva chiesto l’estensione del fallimento La condanna di primo grado era arrivata nel 2006, quella definitiva nel 2008

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grosseto. La vicenda dell’omicidio di Ausonio Coli risale a più di quindici anni fa. Il professionista si occupava del fallimento della Innocenti sas, aveva chiesto l’estensione del fallimento anche alla ditta di Francesco Innocenti.

L’8 marzo 2004, intorno alle 15, viene scoperto il cadavere del commercialista, 41 anni, che aveva uno studio in via Gramsci. Alle 17 la polizia di stato è già ad Arcidosso, a casa di Innocenti, che viene portato in Questura: sequestrata una Smith & Wesson calibro 38 special canna corta. Dall’alba del giorno successivo l’imprenditore viene messo in stato di fermo. Il 7 giugno successivo il giudice accoglie la richiesta di giudizio immediato avanzata dalla Procura, con l’accusa che sarà poi portata avanti al pm Giuseppe Coniglio. Il 29 settembre, respinto l’abbreviato condizionato, Innocenti viene mandato a giudizio. Dal 15 dicembre viene messo ai domiciliari nella casa di Arcidosso. La prima udienza della Corte di assise si tiene il 2 febbraio 2005. Poco più di un anno dopo, e quasi in coincidenza con la ricorrenza dell’omicidio (6 marzo 2006) Innocenti viene condannato all’ergastolo, con provvisionali in favore dei familiari. Il 16 maggio 2007: la Corte di assise di appello conferma l’ergastolo, «Delinquente callido, freddo e pericolosissimo», si legge nelle motivazioni. Il 24 maggio 2007: Innocenti viene riportato in carcere, in forza di un’ordinanza della Corte di assise di appello. Prima in via Saffi, poi a Volterra. Nel dicembre 2007 Innocenti cambia avvocato e si rivolge a Eduardo Rotondi. Il 14 marzo 2008: la prima sezione della Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro la sentenza della Corte di assise di appello, l’ergastolo è confermato. Il 19 marzo 2008 Innocenti scrive il primo dei tre esposti per la revisione. Nel novembre di quello stesso anno si tiene, davanti alla seconda Corte di appello di Genova, l’udienza per la prima istanza di revisione, quella fondata sui tre esposti. I proiettili, le impronte e il cellulare costituiscono i fondamenti dell’istanza, dallo stesso Innocenti anticipata nel blog da lui tenuto aperto fino al 2010. Da qualche tempo l’uomo esce dal carcere per svolgere attività lavorativa.

Ieri l’udienza sulla nuova istanza di revisione. Non è stata accolta la richiesta dell nuovo difensore di Innocenti, l’avvocato Stefano Giorgio, di sentire di nuovo una delle testimoni, verosimilmente l’ultima che era uscita dal palazzo (doveva andare a prendere la figlia a scuola): la richiesta era stata quella di fare un esperimento giudiziale per ricostruire di nuovo tempi e dinamiche in relazione all’audizione o meno degli spari. — P.S.

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