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Il cinipide è stato debellato ma le castagne sono poche

Fiora Bonelli
Il cinipide è stato debellato ma le castagne sono poche

Il capogruppo del Pd in Regione Leonardo Marras fa visita agli imprenditori La pezzatura del frutto è ottima, le muffe sono un ricordo ormai lontano

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Timida ripresa delle castagne del Monte Amiata, dopo la mazzata durata quasi sette anni dovuta all’attacco del cinipide. «Poche ma buone», osservano tanti attori del settore castanicolo. Per valutare sul campo la situazione, è venuto in visita nei castagneti amiatini, il capogruppo del Partito democratico del consiglio regionale Leonardo Marras.

Invitato dal segretario Pd di Castel del Piano Federico Badini e accompagnato dal presidente associazione castagna Igp dell’Amiata Lorenzo Fazzi e dal capogruppo Pd del consiglio comunale di Castel del Piano Samuele Pii, Marras ha incontrato alcuni castanicoltori: «I castagneti mostrano una ripresa – osserva Marras – anche se il problema cinipide non è risolto. Ma si comincia a vedere un po’ di luce, segno che le iniziative prese a livello regionale, coi lanci dell’antagonista, il sostegno dei Pif e le imprese che investono in innovazione e scommettono su questo settore, sta funzionando. È vero che le castagne sono poche, per ora, ma le muffe paiono debellate. È il primo anno – dice – in cui c’è una risalita».

Anche Lorenzo Fazzi, presidente associazione castagna Igp conferma: «Situazione migliorata, soprattutto per le muffe che rendevano il prodotto non commerciabile. Purtroppo è la quantità che manca. Per adesso il prodotto è assai sotto a quello che era nel 2013, ultimo anno di raccolto pieno. Necessitano sostegni per i produttori e finanziamenti ad hoc, se si vuole che la gente torni a investire nei castagneti. Abbiamo lavorato tanto per combattere il cinipide e stiamo raccogliendo i primi frutti. Ma non basta di sicuro. Il settore va sostenuto ed è quello che diremo all’assessore all’agricoltura della regione Toscana Marco Remaschi che ha detto che ci riceverà».

Il Tirreno, per sentire tutti gli attori del settore castanicolo, ha tastato il polso anche ai grossisti. Paolo Colombini, fra i grossisti storici di castagne di Castel del Piano, commenta: «Che quest’anno per la prima volta si assista a un miglioramento della situazione, è innegabile. La pezzatura delle castagne è ottima, il prodotto è bello e poco bacato. Sono state debellate anche le muffe che le piante producono per difendersi dal cinipide. Quindi la situazione è in crescita. Ma vi sono due problemi importanti. Intanto le castagne sono poche. Perché vi sono castagneti che stanno producendo, altri che sono ancora azzerati. Quindi in quanto a quantità, le castagne sono aumentate in bassa percentuale rispetto all’anno scorso. Credo che a paragone della produzione dei castagneti quando erano a regime, siamo ben sotto il 50%. Il secondo problema è che le castagne vanno subito immesse sul mercato appena colte, perché purtroppo non possiamo metterle a bagno per conservale, in quanto diventano nere. E quindi questa cosa ci mette un po’ in difficoltà, perché non possiamo tenerle in magazzino. D’altra parte chi le compra è sicuro che siano fresche e ottime, visto che non subiscono nessun trattamento in acqua. Diciamo che se la situazione continua a migliorare, iniziamo a tirare un po’ il fiato». —

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